C’è chi non gradisce lo sfogo di Pacetto: “provvedete alla rettifica dei fatti”

“Con enorme stupore, ho letto sul giornale La Sicilia, un articolo dal titolo “Pronto a pagare per la mia casa”, “Lo sfogo amaro di Angelo Pacetto” (pubblicato anche su “La Spia”, per tale ragione riportiamo anche qui). Comincia così la lettera che abbiamo ricevuto dalla senatrice Venera Padua e che riportiamo, essendoci stato richiesto dalla stessa, di “provvedere alla rettifica dei fatti e degli atti indicati – scrive -, giuste le precisazioni dalla scrivente riportate in questa nota”.  La questione è relativa allo sfratto della famiglia Pacetto dalla propria abitazione ed allo sfogo di Angelo Pacetto. “Di seguito a telefonata della signora Pacetto, pervenutami nella giornata di domenica 22 settembre, ho rappresentato alla stessa, dopo avere preso conoscenza del problema riferito, che mi sarei dovuta recare a Roma per la mia attività parlamentare la mattina successiva e per questo ho invitato la stessa a portare presso la mia segreteria politica di Scicli gli atti e i documenti riguardanti la vicenda”. La senatrice Padua effettua la cronistoria del proprio impegno, in favore della famiglia. “Il giorno seguente è stato consegnato in copia un documento riguardante l’atto giudiziario di  avviso di sloggio. Il giorno di martedì 24 settembre ho rappresentato telefonicamente alla Segreteria del Prefetto Vardé la particolarità della situazione Pacetto – dichiara -, ricevendo informazione che già la Prefettura era a conoscenza del problema e che ne stava seguendo l’evolversi”. Così si giunge al mercoledì 25 settembre. “In tale giorno, nel momento serale (circa le 19.30), ho parlato direttamente – sempre per via telefonica – con il Prefetto, manifestando la mia forte preoccupazione per la situazione della famiglia Pacetto e ricevendo ancora una volta rassicurazioni circa l’attenzione della Prefettura al caso in oggetto. Il mattino successivo – scrive -, dopo aver tentato di chiamare il numero di cellulare indicatomi dal sig. Pacetto, non riuscendo a collegarmi con questi, ho chiamato la mia amica dott.ssa Calvo per avere un altro numero di riferimento dei signori Pacetto, ricevendo l’indicazione del numero di cellulare della Signora. E, quindi, ho avuto modo di comunicare direttamente alla stessa ogni informazione in mio possesso in ordine alla vicenda coinvolgente la sua famiglia. Ulteriore sollecitazione ho reiterato nella giornata del 27 settembre, nei confronti del Prefetto – conclude Venera Padua -, in occasione della manifestazione della 39^ FAM di Ragusa”. Il signor Angelo Pacetto, sulla questione, intende precisare che: “Io non conosco la senatrice di presenza. Sabato mattina ho saputo da mia moglie – dichiara Pacetto – che la senatrice ha chiamato il giorno della protesta, dicendo che si stava interessando”. Intanto la situazione relativa alla casa è di stallo. Angelo Pacetto aspetta di sapere, dai nuovi proprietari, se siano realmente interessati a rivendergli l’abitazione, come sembra sia stato riferito dai legali.

A COSA SI RIFERISCE LA SENATRICE PADUA?

Le dichiarazioni alle quali fa riferimento la senatrice Venera Padua, sono state da noi riportate giorno 28 settembre. È il signor Angelo Pacetto che, si sfoga con noi, lamentandosi di essere stato “dimenticato dalla classe politica”. “Sono tanti quelli che mi hanno girato le spalle. D’altronde non mi aspettavo niente di diverso. Ad esempio, dove sono i politici? A Scicli abbiamo una senatrice. Bene, non si è interessata affatto a noi e quando l’abbiamo cercata, non è venuta a parlarci e ci ha mandato a dire che stava facendo quanto nelle sue possibilità. È così che si rappresenta chi è in difficoltà?” (CLICCA PER ANDARE ALL’ARTICOLO).

IL COMMENTO

Che poi, fatta la precisazione del Signor Angelo Pacetto (che non sapeva della chiamata della stessa alla moglie), ci domandiamo con assoluta franchezza, ma perchè inseguire le polemiche, invece di provvedere a risolvere la questione? Forse sarebbe questa la domanda che meriterebbe una risposta. Noi continueremo a stare attenti, a vigilare ed a cercare di perseguire la verità, affinchè la questione relativa alla abitazione del signor Angelo Pacetto si possa risolvere, senza se e senza ma. Pronti, se sarà la senatrice Venera Padua a risolvere la questione, a ringraziarLa in nome e per conto del signor Pacetto e di tanti come lui. Troppo facile esser forti con i deboli (senza riferimenti diretti, per carità!). Come fare a non capire lo sfogo di chi, come Angelo Pacetto, rischia di vedere minata la propria esistenza, perdendo la casa? Ma ci vuole così tanto per capirlo? Forse, fra tanti impegni, ognuno di noi dovrebbe trovare il tempo per capire cosa davvero significhi lottare per la propria dignità! Noi siamo dalla parte di Angelo Pacetto, dispiacendoci se qualcuno stia da “altre parti”!

LA COSTITUZIONE DEL COMITATO “DIFESA DEL DIRITTO ALLA CASA”

A Scicli, ieri pomeriggio, si è costituito il primo “Comitato cittadino di difesa e per il diritto alla casa”. Al Comitato hanno aderito molte famiglie che sono state oggetto di provvedimento di sfratto dalle case popolari, oltre a tante altre, “come la famiglia Pacetto”, che si trovano a lottare per “preservare un diritto inviolabile quale l’abitazione, riconosciuto dall’articolo 2 della Costituzione Italiana. La Repubblica, infatti, riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Nel Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali ratificato da 133 nazioni tra cui l’Itala, si recita all’articolo 11, comma 1, gli Stati parti del presente Patto riconoscono il diritto di ogni individuo ad un livello di vita adeguato per sé e per la propria famiglia, che includa un’alimentazione, un vestiario ed un alloggio adeguati, nonché al miglioramento continuo delle proprie condizioni di vita. Gli Stati parti devono quindi prevedere misure idonee ad assicurare l’attuazione di questo diritto. La nostra Costituzione all’articolo 47 ,si occupa sia del diritto sull’abitazione , sia, ed ancor più, del diritto alla abitazione , offrendo tutela all’inviolabilità del domicilio(art. 14), che presuppone la disponibilità di uno spazio idoneo a garantire la riservatezza e l’intimità; al diritto alla formazione di una famiglia e all’adempimento dei compiti relativi (art. 31); al dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli. La nascita di questo Comitato che ha già una struttura organizzativa e che vede come parte integrante e collaborativa il Movimento Rivoluziona Scicli e Cittadini Liberi di Modica – rappresentato da Giorgio Iabichella -, intende garantire alle famiglie sciclitane e non solo, che affrontano problematiche di tipo legale e sociale un’adeguata assistenza ed informazione . “Alla luce di quanto accaduto nei giorni scorsi, abbiamo deciso insieme alle famiglie dei quartieri popolari di Jungi che hanno aderito in massa alla costituzione, di “Comitato cittadino di difesa e per il diritto alla casa” di organizzare un gruppo compatto che possa intervenire in massa anche attraverso imponenti manifestazioni per farci ascoltare da un sistema amministrativo pubblico sordo e disinteressato”.

Maria Borgia Presidente del Comitato, Avvocato Gisella Scollo, Giorgio Iabichella

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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