La Prefettura di Ragusa tra le “best practice” Iga 2021 con due progetti, uno sulla sicurezza urbana e l’altro sul contrasto al caporalato

Il progetto “Banca dati buone pratiche”, promosso dall’Ispettorato generale di Amministrazione (Iga) del Ministero dell’Interno ha l’obiettivo di diffondere, condividere e favorire il riutilizzo delle iniziative e/o esperienze innovative delle pubbliche amministrazioni replicabili in altri contesti ed in grado di porre il sistema-Paese in condizione di cogliere e affrontare al meglio opportunità e “sfide” finalizzate al rilancio della competitività e a favorire la coesione sociale.

L’iniziativa del Viminale prevede la raccolta e la selezione delle best practice territoriali, proposte dalle 25 Prefetture delle Regioni Obiettivo Convergenza (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia), positivamente valutate in sede regionale e successivamente sottoposte all’Ispettorato del Ministero dell’Interno per la loro certificazione di Buona Pratica.

Nel 2021, tra le progettualità proposte dalle Prefetture, sono state prescelte due best practice predisposte ed attuate dalla Prefettura di Ragusa, riguardanti due temi di grande attualità, la gestione della sicurezza urbana e il contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato. La Prefettura di Ragusa, si legge nel comunicato dell’Ispettorato, “su tali temi ha realizzato due progetti che hanno sviluppato iniziative concrete, trovando soluzioni innovative e perfettamente replicabili in altri contesti territoriali”.

In particolare, il Tavolo dell’Ispettorato Generale di Amministrazione ha conferito la certificazione di BUONA PRATICA CON SEGNALAZIONE al progetto “Rapporto di collaborazione in via sperimentale ed eccezionale tra i Comuni facenti parte del libero Consorzio di Ragusa per i servizi congiunti relativi alla Polizia locale” per essere un esempio di esercizio di attività amministrative in collaborazione tra Comuni nella gestione di servizi importanti per la comunità, quale è la sicurezza urbana.

L’altro progetto, denominato “Prevenzione e contrasto allo sfruttamento lavorativo” ha ottenuto la certificazione di BUONA PRATICA per aver realizzato un sistema di azioni e sinergie volte a contrastare e prevenire lo sfruttamento, a garantire l’incontro legale tra domanda e offerta di lavoro nel settore agricolo, fornire tutela sanitaria e possibilità abitative legali ai lavoratori stranieri e sostenere le aziende private che agiscono nel rispetto della legalità.

Al riguardo all’inizio del 2022, con la sottoscrizione del rinnovo del Protocollo sulla prevenzione e il contrasto allo sfruttamento lavorativo esteso per la prima volta anche alla Procura della Repubblica di Ragusa, le attività di quest’ultimo progetto hanno avuto un rinnovato, concreto impulso che ha portato, tra l’altro, all’apertura, a Comiso, del primo sportello comunale quale “centro di ascolto” contro lo sfruttamento lavorativo e all’imminente avvio, a Vittoria, del secondo sportello, nonché con la predisposizione di procedure operative standard per il contrasto allo sfruttamento lavorativo e la tutela delle vittime – realizzate anche in attuazione delle Linee-Guida nazionali in materia di identificazione, protezione e assistenza alle vittime di sfruttamento lavorativo in agricoltura.

Le Buone pratiche 2021, con il riconoscimento dell’opera concreta e sinergica svolta in questo ambito territoriale in settori di primaria importanza per l’affermazione della legalità, si arricchiscono così di ulteriori tasselli, importanti sia per la realtà in cui si sono sviluppate sia per le problematiche che puntano a risolvere. Problematiche comuni a molti altri territori, che grazie all’efficacia “certificata” e alla replicabilità delle iniziative, potranno utilmente adottarle, adeguandole ai propri contesti.

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