La Presidente Casellati sui Giornalisti: “impegno di tutti per informazione vera. Borrometi e Angeli sono esempi”

Foto La Presse

“Un’informazione libera e’ un’informazione vera. A questo obiettivo devono concorrere tutti: la classe politica, con adeguati interventi legislativi, ma anche l’Ordine professionale e ogni singolo giornalista che ne fa parte”. Lo ha affermato il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, intervenendo al convegno in Campidoglio organizzato dall’Agcom e da Ossigeno per l’informazione in occasione de World Press Freedom Day 2018.

“C’e’ bisogno di dare ossigeno alla corretta informazione – ha sottolineato la seconda carica dello Stato – e lo si potra’ fare attraverso il sostegno a tanti giornalisti coraggiosi impegnati su vari fronti alla ricerca della verita’, ma anche con l’equilibrio e il buon senso di chi sa che il miglior giornalismo e’ quello che resta fedele al racconto dei fatti e rifugge da ogni sensazionalismo. Equilibrio e verita’ sono i due piatti di una stessa bilancia, rappresentati plasticamente dal logo dell’evento di oggi. Dove la penna, intrisa dell’inchiostro di un diritto fondamentale per ogni cittadino, fa da fulcro ai diversi pesi e contrappesi e concorre alla corretta formazione-informazione di ognuno di noi”.

Casellati ha citato l’esempio di alcuni giornalisti “che per aver fatto bene il loro lavoro sono costretti a vivere sotto scorta. Giornalisti, come quelli presenti stamattina in sala, che hanno il ‘vizio’ di voler informare i lettori anche a costo di pagare in prima persona con le ritorsioni e le violenze di una spietata criminalita’ organizzata. Penso alla storia di Paolo Borrometi, cronista coraggioso che rischia la vita ogni giorno per il suo impegno contro la mafia. Penso a Federica Angeli, che ha fatto luce con la sua inchiesta sulle spietate associazioni a delinquere di stampo mafioso del litorale romano. Per loro – ha continuato Casellati – sono attivi sistemi di protezione efficaci, con esponenti delle Forze dell’Ordine altrettanto coraggiosi. Ma cio’ che va incentivato, con l’azione concreta e con l’educazione alla legalita’ e alla verita’, e’ la scorta cosiddetta civile, quella della silente maggioranza dei cittadini onesti e laboriosi che si schierano dalla parte giusta e fanno da argine al pericoloso isolamento che preoccupa e mette paura. Un risveglio delle coscienze purtroppo legato spesso a drammatici fatti di sangue, come quello che, nel settembre del 1985, fece seguito al martirio di Giancarlo Siani in un agguato di camorra. Giancarlo – ha concluso il presidente del Senato – aveva solo 26 anni, amava la vita, la verita’ e il suo mestiere. Non aveva ancora un contratto, era quello che si definisce un precario. Ma giornalisti si nasce, e lui lo era da sempre”.

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Nato a Ragusa il 09/07/1985 ma è cresciuto e vive attualmente a Vittoria, dove ha frequentato il liceo classico “Cannizzaro”. In seguito si è iscritto alla facoltà di Filosofia presso l’Università degli Studi di Catania, conseguendo la laurea specialistica nel 2010. Dal 2012 è iscritto all’albo dei pubblicisti dell’Ordine regionale dei giornalisti di Sicilia. Appassionato di sport, in particolar modo di calcio, ha avuto in passato esperienze nel mondo del volontariato, dell’associazionismo e della cooperazione internazionale.

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