La promessa del politico è una cambiale…

Leggo un articolo di stampa nel quale l’amministrazione Abbate annuncia di volere realizzare grandi cose: si parla di sostituire 13.000 corpi illuminanti con lampade a led (per un costo di 6 milioni di euro!), di realizzare il parcheggio dietro la chiesa di S. Giovanni a Modica Alta, le famose scale mobili e gli ascensori panoramici e le piste ciclabili a Marina di Modica.

In verità il predetto comunicato, ma questo lo dico solo per la tempistica stessa della sua pubblicazione, è sembrato più che altro un tentativo di risposta alle critiche mosse nei giorni scorsi dal consigliere Andrea Caruso nonché (mi concedo un piccolo peccato di presunzione) alle osservazioni da me formulate nei precedenti tazebao.

Ciò premesso, con piacere prendo atto che l’amministrazione si è finalmente decisa ad uscire dall’angusta concezione secondo cui “amministrare significa scerbare” e si è rivolta verso una più ambiziosa prospettiva di governo.

Abbate ha pensato di aprire i cassetti del Comune scoprendo quanti bei progetti e quante belle idee attendevano da anni di essere realizzati. Ha scoperto il progetto per il parcheggio di Modica Alta, di cui il quartiere ha un bisogno estremo, quello degli ascensori panoramici e delle scale mobili, già realizzate in tante città italiane (simili a Modica da un punto di vista morfologico) e nelle quali l’istituzione di questi strumenti alternativi di mobilità hanno determinato non solo e non tanto un particolare sviluppo turistico, quanto piuttosto la restituzione della dimensione umana del vivere cittadino, una dimensione cioè dove l’uomo torna ad essere, giustamente, il centro dei rapporti e delle relazioni.

Sulle lampade a led credo che, prima di procedere all’integrale e indiscriminata sostituzione di tutti i vecchi corpi illuminanti, l’amministrazione (rectius l’entusiasta assessore Lorefice) debba chiedersi quali siano i contesti nei quali un’illuminazione stilisticamente molto moderna possa essere inserita. Magari per la Sorda questo tipo di illuminazione è perfetta, anzi io credo che possa creare una piacevole atmosfera avveniristica (se accompagnata da interventi di restyling generale del quartiere), ma per il centro storico credo che la lampada a led non sia esattamente la scelta più opportuna.

Mi permetto di aggiungere, poi, che a questi progetti si dovrebbe collegare un sistema dei trasporti pubblici adeguato, corsie ciclabili anche a Modica e non solo a Marina, la creazione di luoghi aggregativi: penso all’abbattimento del palazzo delle Poste in Corso Umberto e alla creazione di uno spazio verde dove allocare, fin dalla sua progettazione, una bambinopoli (piuttosto che allestirla “posticciamente” nel largo Conceria).

Mi piacerebbe che a Modica, almeno nel centro storico, si abbandonasse l’uso dell’asfalto e si pavimentassero le strade con l’uso di materiali naturali. A Catania, giusto per fare un esempio, Via  Etnea è stata  pavimentata con lastre di pietra lavica, nel rispetto della tradizione cittadina. A Modica si potrebbe usare la pietra locale…

La città, poi, è costituita da un complesso di stradine e viuzze per la quasi totalità in pessimo stato di manutenzione. Se si procedesse con il loro rifacimento buona parte del nostro meraviglioso centro storico verrebbe liberato dal degrado, a tutto beneficio di residenti e turisti.

Per Marina di Modica, solo a titolo di esempio, penso alla conversione della Piazza Mediterraneo da parcheggio (perché di fatto questo è!) a terrazza su mare, con tanto di panchine, alberi e magari una bella fontana.

Questa è solo una delle iniziative possibili per restituire alla frazione e ai suoi residenti una dignità che, invece, si tende a riconoscere solo per tre mesi l’anno (e forse nemmeno quello).

Mi piacerebbe che, almeno una volta, si affrontasse la questione estetica dei palazzi di Corso Umberto. Anni fa qualcuno ha proposto di abbatterli, qualcun altro di ridurne l’altezza tagliando gli ultimi piani. Se non si volesse o potesse percorrere né l’una né l’altra opzione si potrebbe almeno agire sui prospetti mediante opere di restyling tali da consentirne una piena integrazione estetica con l’atmosfera del centro storico.

Alla Sorda devono ancora essere realizzati molti marciapiedi, i boulevard devono essere finiti, buona parte della S.S. (da Solaria all’incrocio di Pirato) deve essere completamente ristrutturata, manca un parco dove gli abitanti della Sorda possano ritrovarsi, dove possano portare i loro figli senza rischiare che si facciano male o che vengano investiti, un grande parco  nella parte nuova della città capace di restituire ossigeno ad un quartiere nato male e cresciuto peggio.

Insomma, le idee non mancano e le cose da fare, oltre alle poche sopra citate, sarebbero veramente tantissime.

Per il momento l’amministrazione si è limitata a promettere, fondando la realizzazione di questi impegni su futuri ed ipotetici finanziamenti dell’Unione Europea.

Nella sostanza, quindi, al di là delle parole, comprendiamo che il Sindaco non ha nemmeno un euro per dare anche solo l’inizio all’esecuzione di quello che dice.

Forse dovremmo ricordargli che non basta promettere e che le promesse del politico, una volta fatte, sono come le cambiali, sono cioè debiti verso i cittadini da onorare a pena di protesto…

Attendiamo e speriamo bene

dal Tazebao di Modica, per oggi, è tutto…

passo e chiudo…

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