La scuola? Palestra di democrazia

Zaino in spalla. Libri alla mano. Frenetica corsa per non perdere il bus malconcio guidato da un autista, apparentemente spensierato, malgrado gli schiamazzi di studenti che, a voce alta, ripassano la lezione della prima ora, che commentano valutazioni inflitte da professori ingiusti (o semplicemente stanchi e demotivati), che programmano la giornata che si accingono a vivere. E via, si parte. Con pigrizia mista a tensione, indifferenza e una scintilla di spensieratezza giovanile che fatica a emergere, si entra a scuola pronunciando un fragoroso “Buongiorno!” che solo raramente verrà accolto. E via, si prosegue. Si entra in classe, ci si siede al solito banco più o meno lontano dalla minacciosa cattedra. E via, si comincia. Interrogazione, voto, illanguidita soddisfazione. Test, voto, amara delusione. Lezioni di storia, filosofia, matematica che suscitano una sete di sapere ed una fervida curiosità, movente dei migliori confronti relativi all’apprendimento, subito repressa dai soffocanti e limitanti tempi di programmazione scolastica.

Ed ecco l’agognato suono della campanella che arriva quasi fosse l’annuncio di un super eroe che viene a salvarti. Si torna a casa consci della serie di azioni abitudinarie e monotone che si ripeteranno domani, dopodomani e per il resto dell’esperienza studentesca. Ecco la staticità che a volte incalza, intrappolando in un deleterio grigiore l’esistenza dello studente.

Ad oggi ci troviamo a dover fare i conti con un modello di scuola profondamente errato e deficitario, sia dal punto di vista etico che di concrete risorse. Inoltre questa divergenza tra puro e positivo concetto di scuola ed odierna prassi scolastica viene alimentata dalle manovre politiche relative all’istruzione distruttive, che vanno progressivamente verso l’indebolimento della scuola pubblica. Ma in realtà una forza che viaggia in senso opposto a questo grigiore, a questa staticità, a queste misure impositive e non produttive, esiste.

E viene proprio da chi la scuola la vive ogni giorno conoscendone le problematiche con autentico coinvolgimento e proponendo alternative valide con l’entusiasmo e la forza d’animo che caratterizza la fetta giovanile e studentesca attiva ed impegnata della popolazione. É proprio per questa voglia di cambiamento, proprio per riportare all’attenzione la discussione sulla scuola, che nascono spazi come questa rubrica. Spazi liberi mediante i quali poter palesare e condividere l’autentico ruolo e fine ultimo della scuola vista dagli studenti, ossia quello di formare un individuo non solo culturalmente, ma come libero cittadino dotato di pensiero critico e fornito della giusta “corazza” per affrontare a viso aperto la vita.

Una rubrica, insomma, che sia specchio dell’Altra Scuola, intesa appunto come PALESTRA DI DEMOCRAZIA.

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Studentessa del Liceo Scientifico di Vittoria, sono Coordinatrice del sindacato studentesco Unione degli Studenti nel quale milito attivamente e con molta passione. Sono impegnata nelle questioni relative alla realtá studentesca sia sotto un punto di vista politico che sociale. Convinta che la scuola costituisca il primo mezzo (e anche il piú efficace) per liberare i saperi e formare il nuovo modello di societá, di politica e di sistema alternativo, mi trovo completamente d’accordo con uno dei pensieri piú celebri di Enrico Berlinguer: “Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano, non c’è scampo per un vecchio sistema fondato sul privilegio e l’ingiustizia.”

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