La sinistra che vorrei… di Salvatore Calleri

La sinistra che vorrei. Un titolone… In Italia ma non solo, per chi si definisce ancora di sinistra e non vuole che essa si trasformi in una supercazzula snaturata.

Oggi a mio modesto avviso la sinistra internazionale perde quando fa scelte da un lato troppo simil liberiste semi annacquate e dall’altro vetero massimaliste in salsa parassitaria. Eppure non tutto è perduto e la sinistra in un periodo in cui la leadership è debole può tornare a vincere le elezioni.

Lo scenario in cui si deve muovere una sinistra moderna in Europa è quello Mediterraneo sotto il cappello protettivo del patto atlantico. Può sembrare assurdo ma non lo è vista la situazione geopolitica particolare.

Il secondo scenario di una sinistra moderna è la scelta di un modello economico realmente alternativo al liberismo ed a tutte le sue varianti. Esistono poi più soluzioni che spaziano da interventi simil piano Marshall, al neokeynesismo, al welfare mitteleuropeo… Ma con dei punti fermi: una forte attenzione alla persona senza la creazione di parassitismo sociale oltre ad essere per la giustizia sociale, legalitaria ed antimafia.

Il terzo scenario è quello di stare con forza all’interno dell’Unione Europea ritornando all’origine del manifesto di Ventotene, ma modificando il trattato di Maastricht. Senza ritocchi il secondo scenario rimane impraticabile.

La sinistra può tornare in un momento di crisi internazionale economica e geopolitica alla leadership culturale per andare pragmaticamente verso un mondo migliore.

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