La vicenda degli operatori ecologici di Modica: il trionfo dell’ipocrisia!

La scorsa settimana, per l’ennesima volta, abbiamo registrato la legittima protesta degli operatori ecologici di Modica per sollecitare il pagamento delle quattro mensilità arretrate.

Una situazione che viene avanti da molti anni e per la quale non si può certamente colpevolizzare la ditta Puccia dalla quale dipendono questi 102 lavoratori, per la semplice ragione che l’imprenditore risulta inadempiente verso i suoi dipendenti perchè a monte c’è una reiterata irregolarità nei pagamenti da parte del Comune di Modica.

Irregolarità che ad oggi ha fatto lievitare il credito vantato dalla ditta Puccia a 2.800.000 euro – mica bruscolini – sebbene il Sindaco Abbate non abbia mai ammesso di essere debitore nei confronti del gestore del servizio di nettezza urbana comunale, ancorchè smentito dai suoi tanti rifiuti a confronti pubblici tra lui e la ditta Puccia.

Se Abbate non fosse davvero inadempiente perchè avrebbe dovuto sottrarsi a dimostrare la regolarità dei pagamenti e l’inesistenza del debito vantato dal Puccia ?

Ma a prescindere da questo aspetto, comunque grave per le conseguenze causate a 102 lavoratori che pur lavorando hanno dovuto tribolare per mantenere le proprie famiglie, non ci si può non chiedere come un amministratore pubblico possa spendere risorse ingenti per soddisfare personali forme di protagonismo e non rendersi conto che le priorità fossero altre, come ad esempio pagare quanto dovuto ai fornitori di servizi perchè questi facessero il loro dovere nei confronti dei propri dipendenti.

Ma Abbate, ammalato cronico di protagonismo, non ha realizzato che nessun pozzo è senza fondo e che prima o poi la sua megalomania avrebbe dovuto fare i conti con l’azzeramento delle risorse disponibili e con inadempienze verso soggetti vittime del suo egocentrismo.

Da questi comportamenti emergono palesemente grande ipocrisia ed incapacità politico-amministrativa e si evidenzia altresì l’irresponsabile tentativo di turlupinare i già maltrattati lavoratori della ditta Puccia con un accordo scaglionato in tre mesi per l’azzeramento delle quattro mensilità arretrate.

Una soluzione al problema ? No, un’ulteriore presa per i fondelli ai lavoratori che da qui a dicembre matureranno il diritto ad altri tre stipendi oltre la tredicesima, per cui a Natale si ritroveranno nella identica situazione di oggi.

Va detto però che spesso, come in questa vicenda, esistono delle responsabilità anche delle vittime, infatti, è inconcepibile che su 102 lavoratori abbiano manifestato solo il 15% mentre tutti gli altri godranno dei risultati eventuali ottenuti dai pochi che hanno manifestato civilmente, accollandosi anche il prezzo della loro scelta.

Stare alla finestra ed aspettare che gli altri risolvano i nostri problemi può essere comodo ma è anche molto egoistico e sintomatico dell’incapacità di lottare per i propri diritti.

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