L’acqua dei modicani sul castello di cartapesta…

Cosa avranno pensato i modicani, venuti in piazza Matteotti per il brindisi di capodanno, vedendo il loro simpatico sindaco che si faceva i selfie tra le persone non curante di avere fatto recapitare, nemmeno 3 ore prima, le fatture del canone idrico 2015 con date di scadenza già superate da almeno dieci giorni?

E già! Perché il nostro affezionatissimo Ignazione è riuscito a fare anche questo, forse pensando che i cittadini fossero troppo intenti a preparare lenticchie e zampone per accorgersi dell’ultima batosta annuale, oltre a quelle già subite nel corso del morente anno.

Probabilmente a molti è sembrata una beffa, l’ennesima da parte di un amministratore convinto delle deficienze cognitive dei suoi concittadini e per questo motivo abituato a non rispettare gli impegni presi o a dire una cosa e farne un’altra. Se penso che dal palco di Piazza Matteotti, da candidato, ha detto che si sarebbe fatto arrestare pur di non fare pagare le tasse sui rifiuti ai suoi concittadini mentre, nei fatti, non solo non si è fatto arrestare ma ha addirittura aumentato la tassazione locale globale…Evidentemente egli confida parecchio, forse troppo, sulla memoria corta degli elettori.

Su facebook qualcuno ha sottolineato che quest’operazione è stata fatta ad hoc per motivi di bilancio. Quello che, però, mi sembra paradossale non è tanto l’emissione delle fatture, che sono un atto dovuto in virtù del principio di legge secondo cui è necessario effettuare l’accertamento con riferimento all’anno finanziario di competenza, quanto piuttosto il fatto che alla data del 2 gennaio 2016, cioè oggi, il Comune di Modica non ha ancora approvato il bilancio preventivo 2015!

Il paradosso è che nel 2016 si procederà all’approvazione di un bilancio preventivo redatto nello stesso momento in cui è stato predisposto il bilancio consuntivo. Il paradosso è che l’amministrazione oggi redige un bilancio preventivo ritagliato su misura di modo da fare coincidere la previsione con la gestione finanziaria già eseguita!

Per essere più chiaro faccio un esempio concreto.

Ipotizziamo che io debba fare un bilancio della mia gestione familiare: calcolerei le mie entrate e, sulla base di queste, farei una ripartizione delle spese del mutuo per la casa, luce, gas, spesa alimentare, spese scolastiche, bollo auto, assicurazione, tasse e così via dicendo. Io, però, non predispongo alcun bilancio e comincio a gestire le mie risorse a naso, un po’ sulla base dell’esperienza fatta l’anno precedente e un po’ facendo la pericolosissima considerazione “intantu sta cosa a fazzu e puoi si viri”. Alla fine dell’anno vengo chiamato a presentare il mio bilancio preventivo ma io quel bilancio non l’ho mai fatto per cui mi attivo subito per redigerne uno. A questo punto ho un problema fondamentale: ho già fatto un sacco di spese che devo fare coincidere con le mie entrate. Purtroppo, in mancanza di previsione, io non so quali esse siano, non so se le ho riscosse tutte o se ne devo percepire ancora e per questo ora rischio di trovarmi sbilanciato. Cosa faccio? Calcolo in extremis una serie di entrate in modo tale da farle coincidere con i soldi che mi servono per fare pareggiare i conti rispetto alle spese già effettuate. In questo modo mi convinco di salvare la faccia anche perché il mio consuntivo coinciderà con i numeri del preventivo. E però c’è un inghippo: queste entrate sono ancora meramente ipotetiche. Esse  potrebbero non arrivare o potrebbero arrivare, a seguito di contestazioni da parte dei miei debitori, in ritardo e in misura inferiore a quanto ho previsto.

Alla fine della fiera, quindi, avrò redatto un bilancio che non si basa su vere previsioni ma è costruito attorno ad una gestione finanziaria già espletata e avrò imbastito la misura di questo bilancio attraverso strumenti di accertamento che non mi garantiscono affatto di avere i soldi necessari per onorare tutti gli impegni che, in assenza di previsione, ho nel frattempo assunto.

Potrei ritrovarmi, dunque, con il portafoglio vuoto e con parecchi debiti da pagare, soprattutto se, tra una cosa e l’altra, mi sono fatto prendere la mano per farmi bello con mia moglie e con mia figlia ed ho speso più di quello che avrei potuto se avessi avuto il vincolo di una corretta programmazione finanziaria.

In buona sostanza è quello che sta succedendo, oggi, al Comune di Modica, commissariato proprio per la mancata approvazione di strumenti di programmazione economica nei termini di legge.

Questo fatto sintetizza, a mio modesto modo di vedere, l’humus stesso dell’esperienza politica abbatiana: il vivere alla giornata avendo come unico obiettivo quello di gettare fumo negli occhi dell’elettorato modicano, dicendo di sì a tutti e con la riserva mentale di non essere vincolati dall’obbligo di rispettare gli impegni presi e curando al massimo il marketing personale, perché esso servirà nella prossima campagna elettorale. Per questo le foto di capodanno tra la gente in Piazza Matteotti, per questo i selfie tra le luci e sotto il mega albero addobbato. E’ tutto un mondo di cartapesta sul quale, però, qualcuno sembra avere “dimenticato aperto” il rubinetto della gestione finanziaria…

1 commento

  1. Non se ne può più!!Non mi sento più una cittadina modicana,il centro storico è esclusivamente al servizio dei bar e dei turisti,con pedane e tavolini sempre più larghi, a dispetto di chi come me, nata e vissuta in centro storico,vuole poter camminare,passeggiare liberamente senza essere costretta a fare continue gincane.Non parliamo poi dello stato in cui versano tutte le strade di Modica.Ora leggo l’ultima trovata di un sindaco che ce la sta mettendo tutta pur di distruggere la nostra CITTA’.

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