L’affare della droga costa caro ai boss Trigila e Sergi: al carcere duro ed in “massima sicurezza” in Sardegna

Il mafioso ergastolano Antonino Pinuccio Trigila al 41bis (carcere duro) e Francesco Sergi, ‘ndranghetista ergastolano, spedito in Sardegna in regime di massima sicurezza.

E’ quanto deciso dal Ministero della Giustizia e dal Dap, anche a seguito della nostra inchiesta giornalistica (LEGGI) che testimonia come denunciare convegna e che, le denunce giornalistiche, hanno un peso fondamentale.

Importante, inoltre, per comprendere come chi sbaglia paga e che – soprattutto in carcere – non si possa continuare a delinquere.

Il nostro appello, affinché i due ritornassero al “carcere duro”, venne ripreso sia in interrogazioni parlamentari che dal presidente della Federazione Nazionale della Stampa, Beppe Giulietti (LEGGI).

Il carcere deve essere rieducativo e non può rappresentare una palestra per la delinquenza, soprattutto per chi si è già macchiato di crimini infernali. Non come, quindi, hanno cercato di fare Trigila e Sergi, pensando di poter farsi beffe dello Stato.

COSA ERA ACCADUTO?

I due capimafia, Antonino Pinuccio Trigila e Francesco Sergi, avevano messo in piedi un traffico milionario di droga, con l’aiuto dei familiari, dei congiunti e degli affiliati, dall’interno del carcere di Biella.

Sia Trigila che Sergi si trovavano in regime di “media sicurezza”, pur essendo entrambi condannati all’ergastolo per svariati omicidi.

E Sergi addirittura, prima della nostra inchiesta, continuava ad essere in “media sicurezza” all’interno del carcere di Padova. Adesso Trigila è al carcere duro e Sergi è stato spedito in “massima sicurezza” in Sardegna, dove verrà difficile parlare anche con i propri familiari, grazie alla condizione di insularità della Sardegna.

La Polizia di Avola ha documentato come l’intero traffico sia stato diretto ed organizzato dagli stessi Trigila e Sergi, sia direttamente che tramite (nel caso di Trigila) della moglie Nunziatina Bianca, del genero Graziano Buonora e del fratello, Gianfranco Trigila. Nel caso di Sergi per il tramite di Giuseppe Zavettieri (cognato) e di Domenico Sergi (figlio).

Proprio dall’indagine della Polizia di Avola (denominata “Ultimo Atto), vennero messi agli arresti la moglie di Pinuccio Trigila, Nunziatina Bianca ed il fratello, Gianfranco.

I parenti dei due boss (LEGGI) entravano in carcere e prendevano accordi all’interno, in qualche occasione addirittura scambiandosi il denaro per la droga acquistata.

Quel “bisiniss”, come lo definiva Pinuccio Trigila, che ai clan fruttava cifre da capogiro.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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