L’anoressia spiegata in una lettera straziante da Noemi: “Cara mamma, non trovo il senso della vita”

Noemi barresi ed antonella stivalNoemi, affetta da anoressia grave restrittiva scrive una lettera straziante esprimendo il suo stato d’animo all’unica migliore amica che una ragazza possa avere, la sua mamma. Durante la permanenza in un campo estivo a Monterosso affronta le sue angosce e le trasmette sotto forma epistolare alla sua mamma che da anni lotta un calvario senza fine pur di salvare la sua principessa.

“Cara mamma,

ti scrivo per dirti tutto quello che ho dentro…

mi sento morire lo so credo di non farcela, scusami ma non trovo il senso della vita. Non mi piace mangiare, odio il cibo, odio me stessa, non posso continuare a darti angustie e preoccupazioni.

Sappi che ti amo più della mia stessa vita senza te non so stare ma ti sto inabissando insieme a me e non voglio che accada. Scusami per tutto, volevo solo confidarti quello ho dentro e lo farò adesso.

Ho paura del cibo, mi fa paura, ho paura a mangiarlo mi dà fastidio dentro lo stomaco. Odio avere lo stomaco pieno, mi sa che sono uscita di senno, la malattia mi ha risucchiata. E’ troppo tardi non ne uscirò mai! Lo so ne sono consapevole ed inerme ormai fa parte del mio essere, si è impossessata di me, credevo di farcela ma non ce l’ho fatta e l’ho capito stando sola…non riesco a nutrirmi da sola, la  paura e l’ansia sono le mie padrone oramai non riesco nemmeno a mangiare una caramella, mi fanno paura pure quelle; anche il cioccolato che adoravo e mangiavo a bizzeffe mi fa paura.

Prima erano i cibi solidi a farmi paura perché difficili da digerire (odio la pesantezza nello stomaco) adesso sono le calorie ma odio comunque la sensazione di avere qualcosa nello stomaco…sono arrivata a peggiorare, nel caffè metto il dolcificante. I dolci che adoravo e che mangiavo a bizzeffe mi paralizzano.

Piango dalla mattina alla sera perché non vedo vie di uscita non so cosa fare, non sono padrona della mia volontà e nessuno mi può aiutare, non ho scampo né via d’uscita.

Ma voglio stare con te, voglio passare del tempo con te ma adesso non posso, non voglio vederti stare così, non voglio stare così, mamma che devo fare?

Mamma, non so cosa fare! Tu puoi aiutarmi? Hai una soluzione?

So di essere assurda! Ma non vorrei avere queste paure e non so come farle scomparire, non so come fare a tornare indietro, non so cosa è il “normale”, il “naturale”.

Non ti voglio lasciare ma non ti posso fare del male ulteriormente! Ho cercato ovunque una soluzione da sola ma non ci sono riuscita! Sono disperata e morirò disperata, nessuno può aiutarmi, sono diventata pazza nemmeno le medicine funzionano oramai. La psicologa di Vittoria me l’ha detto che, l’eccessiva magrezza comporta questo…anche gli antidepressivi…c’è la possibilità che non facciano effetto. Sto pensando seriamente di prenderli per vedere se le mie paure spariscono, che dici mamma? Provo come ultima spiaggia?

Mi sento abbandonata e non accettata, un peso per tutti, mi sento io stessa un peso per me e ne sono stanchissima. Ti capisco, tu sei ancora più stanca e l’avermi in giro non ti giova, ti angustia…allora mamma fammi sparire dalla tua vita, preferisco piangere e disperarmi per la tua mancanza e non piangere e disperarmi vedendoti spegnere ogni minuto che passa sempre più per colpa mia per la mia inutile esistenza…

Hai ragione, sono diventata una larva, un sacco vuoto, un essere (?) inutile. Non sto vivendo, sto vegetando ma non so che fare, sono bloccata e non ti posso trascinare con me non voglio questo; voglio la tua felicità, ed io non posso dartela, scusami mamma se ho sprecato il bene che mi hai dato, se ho rifiutato e sprecato l’amore che mi hai dato. Scusami per le bugie che ho detto e per le promesse vane che ho fatto.

Alla fine ha vinto lei e presto chiuderà la partita.

Ti amo mamma, immensamente…tanto, tanto, tanto…amo tutto di te, scusa mamma scusami ti prego scusa.

Mamma, mamma, mammina mia,

dolce mammina mia, arrabbiata mammina mia

così tanta, così viva, un mondo confortevole

non voglio…non voglio lasciarlo no!!

Mi rifiuto, egoismo è il mio, scusa mamma

Mamma scusa questa sciagurata egoista, ipocrita Figlia ingrata che hai messo al mondo.

Ti amo non basta per esprimere quello che provo

L’amore che mi trasmetti, il calore, il conforto dei tuoi abbracci, la tua presenza onnisciente nella mia vita

Dentro il mio essere

Mi manchi costantemente e mi manchi di più

Quando sei con me non so perché ma anche quando sei con me quando mi abbracci, mi manchi di più

Ti sento lontana, non so cos’è…ti amo mammina mia…

Vorrei tornare quello che ero, vorrei che la mia famiglia mi trattasse come prima, vorrei non ci fosse più questa tensione che c’è palpabile a casa.

Sto male, sto veramente male, vorrei abbandonare quest’ansia, questo terrore, questa voglia di piangere che ho costantemente. Un’ossessione…il cibo è un’ossessione per me, diventato un continuo pensare a come evitarlo poiché lo reputo dannoso. Dentro me vi sono due parti: una mi dice fregatene e mangia quello che ti va, l’altra interviene e dice ti cadrà pesante e ti farà ingrassare; o se mangio, toh…hai visto, hai mangiato tanto, ci sono troppi grassi, calorie, ti crescerà a dismisura la pancia, ti verrà da vomitare, ti faccio venir da vomitare (e succede).

Mamma, a cosa penserai e cosa penserai se leggessi queste parole?

Ti farebbero male sicuramente…ho paura a dirti tutto questo. Ho paura che mi lasci sola, che mi abbandoni. Ho paura che tu mi guardi con occhi diversi come se guardassi una persona estranea e non tua figlia. Ho paura di perdere il mio posto nel tuo cuore, ma già l’ho perso perché tu mi odi già e non dire di no perché mi odio anch’io per come sono diventata. Sola non riesco, vorrei resettarmi il cervello, vorrei asportarmelo e ricominciare daccapo.

Ti prego mamma, fammi tornare.

Se qualcuno sa come posso fare, se qualcuno conosce la soluzione, vi prego si faccia avanti! Aiutatemi! Aiuto…aiuto…

Sto male, sono arrivata, punto limite…mi ero ripresa, sono al punto di partenza. Voglio vedere mamma, non mi sento bene per niente, senza forze, senza nulla, dolori articolari ovunque…ti voglio vedere mamma, vienimi a prendere! Fammi una sorpresa, ti prego accorgiti della mia voce, mamma, mamma, mamma!

Che faccio? Ansia, paura, non ce la faccio, credevo di trovare qualcosa di diverso qua al campo estivo ma ho trovato più ansia e più panico. Ho scoperto di non avere il controllo di me stessa, del mio essere. Mi sono sconvolta, ho cercato di dirtelo mamma quando sei venuta ma non mi ha capita. So che lo hai fatto per te stessa, per salvaguardarti per stare tranquilla anche solo per quattro giorni ma mi sono sentita abbandonata a me stessa, me stessa ma chi sono? Cosa sono? Cosa sono diventata? Perché? Perché?”

Noemi

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Originaria di Ragusa ma residente in Vittoria dove ha conseguito la maturità liceale e l’anno successivo quella magistrale per ottenere l’abilitazione all’insegnamento (1999-2000). Laureatasi in lingue e letterature straniere insegna negli istituti superiori privati. Tutor universitario ha collaborato per sei anni con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha realizzato con il FEI una guida multilingua sui diritti e doveri degli immigrati e lavorato come socia e mediatrice linguistico-culturale per minori immigrati non accompagnati presso la cooperativa sociale Alfa di Vittoria. Traduce testi letterari in lingua inglese e spagnola e collabora con Mister Go e Accademia Britannica come organizzatrice vacanze-studio all’estero. Quando può mette qualcosa in valigia e viaggia moltissimo. Le sue mete? Spagna, Turchia, Marocco…

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