L’arbitro fa parte del gioco, ma certe decisioni e comportamenti lasciano l’amaro in bocca

Una delle regole più conosciute (forse) del calcio è quella che recita: “L’arbitro fa parte del gioco”, ma è anche la regola che lascia sicuramente dopo il fuorigioco (applicato spesso con diversità di giudizio) e la concessione del calcio di rigore (idem) i dubbi più profondi.

Perdere una partita perché la squadra ha giocato male o perché gli avversari si sono dimostrati superiori o anche per sfortuna spesso si accetta (sempre a malincuore), ma quando su una sconfitta pesano decisioni dubbie del direttore di gara, allora il “rospo” è difficile da mandare giù.

È successo domenica scorsa al “Tupparello” di Acireale, dove la vicecapolista FC Acireale ha battuto il Modica con due tiri dagli undici metri assegnati (a parere di ha assistito alla partita) con molta magnanimità dal direttore di gara (io in questi casi sono come San Tommaso, voglio vedere per dare un giudizio, ma siccome non ero presente non lo faccio).

La cosa che non è piaciuta alla dirigenza rossoblù oltre ai due calci di rigore che sono costati la sconfitta, è stato l’atteggiamento tenuto della terna arbitrale  dopo il fischio finale quando il vice presidente Sebastiano Failla e il presidente Pietro Bellia hanno chiesto spiegazioni sull’assegnazione dei due penalty.

“Perdere sul campo della vice capolista ci può stare  – spiega Sebastiano Failla –  ma quello a cui abbiamo assistito domenica ad Acireale non lo possiamo accettare e non possiamo farlo passare inosservato. Non è possibile vedere terne arbitrali come quelle del “Tupparello”.  Quando a fine gara ho fatto notare al direttore di gara e ai suoi assistenti che non è giusto che le società paghino per avere dei servizi adeguati – continua il vice presidente dei rossoblù – mi è stato risposto che “siamo arbitri di Eccellenza”.  Per questo motivo – conclude Failla – invieremo all’A.I.A e per conoscenza alla FGCI una memoria scritta per segnalare l’accaduto chiedendo anche che questa terna non venga più designata a dirigere gare del Modica. Noi i risultati siamo abituati a sudarceli sul campo ma quando si vedono certe ingiustizie è doveroso difendersi”.

Come non dare ragione a chi pensa di aver subito un torto? (scusate il giro di parole), ma (purtroppo o per fortuna non saprei dirlo) l’arbitro fa parte del gioco e sono convinto che le decisioni prese non sono in malafede, ma soltanto perché spesso, il “fischietto” designato per dirigere non ha fatto la cosiddetta gavetta nelle serie inferiori e si presenta troppo “acerbo” nei campionati che contano.

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sono nato a Modica in un giorno che (purtroppo) coincide con una data storica 11 – 9 -1966. Ho studiato all’Istituto Tecnico Commericiale “Archimede” di Modica. Da sempre ho avuto la passione per lo sport e per il calcio in particolare. Dopo aver giocato a livello giovanile nel Modica calcio dopo un brutto infortunio al ginocchio ha pensato di vivere nel mondo dello sport da una diversa angolazione raccontando agli altri quello che succede nei vari campi e nelle varie manifestazioni sportive riuscendo a trasformare un mio hobby in lavoro. Ha iniziato a lavorare come giornalista agli inizi degli anni 80′ (82/83) a Rtm pe rpoi passare a Video Mediterraneo. Tornato a Modica dopo quattro anni a Vignola (Mo) ho ricominciato curando lo sport “minore” a Video Regione per poi passare a VideoUno. Dal 2004 scrivo per il Giornale di Sicilia con belle esperienze nei giornali on line quali Giornale di Ragusa e La Spia.

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