L’Assessore Regionale Calleri a Scicli: “Città meravigliosa, va liberata dalla mafia”

Scicli è una città meravigliosa, una vera perla. Però, sappiamo tutti, che questa sia una zona ad alta densità mafiosa e noi dobbiamo liberare questa terra dalla mafia”.

È con queste parole che l’assessore regionale all’Energia ed ai Rifiuti, Salvatore Calleri, saluta la sua presenza a Scicli.

Salvatore Calleri, da sempre uomo “antimafia” ed inavvicinabile per personaggi “poco limpidi”, è Presidente della Fondazione “Caponnetto”, oltre che dell’Osservatorio Mediterraneo sulla criminalità organizzata e la mafia.

osservatorio contro mafiaNella doppia veste istituzionale l’asssore Calleri ha reso visita alla provincia Iblea e segnatamente a Scicli, città ultimamente sulle cronache nazionali per la “cupola” mafiosa sgominata dalla Dda di Catania.

Sto osservando questo territorio, nel quale sarò presente e presto tornerò. Ho utilizzato il mese di agosto per fare un tour nel gelese, nell’agrigentino e nel ragusano, per osservare questa terra. Tornerò su questo territorio e attenzionerò, in particolare, la questione rifiuti. Aspettiamo il risultato della commissione prefettizia – commenta Salvatore Calleri – che si è insediata nel comune di Scicli per valutarne lo scioglimento. A quel punto la classe politica dovrà trarne le conseguenze, in ogni caso”.

L’assessore Salvatore Calleri non manca di commentare anche la situazione relativa all’avviso di garanzia per associazione esterna mafiosa, ricevuto dal primo cittadino di Scicli, Franco Susino.

“Io non entro nel merito ad una situazione che è relativa solo alla fase d’avviso, però la posizione mia è che c’è sempre una responsabilità politica prima ancora che giudiziaria e, indubbiamente, ricevere un avviso di garanzia per 416 bis, non è una cosa piacevole. Però va detto, ognuno si comporta come meglio crede e non è obbligato a dimettersi. Io sono garantista e siamo in una fase di indagine in cui c’è solo un avviso di garanzia ma, ripeto, ricordiamoci tutti che c’è una responsabilità politica. Sta alla propria responsabilità politica – conclude Calleri – ed a come uno se la sente di regolarsi di conseguenza”.

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