Le lettere anonime e la bellezza della democrazia…

Leggo, su un sito di informazione on line, di una lettera anonima (in effetti la seconda in meno di un anno) indirizzata al Sindaco, alla Giunta e, da quello che si comprende, anche agli inquirenti. Questa lettera conterrebbe un elenco molto nutrito di fatti illeciti riconducibili all’attuale amministrazione.

A fare trapelare la notizia è stato il sig. Maurizio Villaggio il quale, nella sua qualità di referente di Forza Italia, mentre ci ha ricordato dell’esistenza di questo partito, si è pubblicamente sbalordito che nessuno, sopratutto da parte dell’opposizione, abbia chiesto al Sindaco di riferire in aula consiliare.

Ora, l’interrogativo posto dal sig.Villaggio è inquietante perché sottintende un atteggiamento omertoso dell’intera classe politica modicana rispetto ad una serie di fatti che, se confermati, potrebbero portare ad una brutta stagione della storia amministrativa modicana.

C’è, però, un problema, sicuramente sfuggito di mente al politico berlusconiano: ad oggi nessuno può affermare, con cognizione di causa, la fondatezza delle accuse mosse al Sindaco in questa lettera anonima e quindi nessuno può seriamente entrare nel merito dei fatti nella stessa contenuti.

A questo punto portare in aula consiliare questa vicenda, ancora tutta da chiarire, significherebbe celebrare, almeno a mio modesto avviso, un atto di ipocrisia politica nonché di offesa dell’intelligenza dei cittadini. Già immagino la scena: dagli scranni della maggioranza si leverebbero gli scudi a difesa del primo cittadino. Qualche fedelissimo, convinto di potere salvaguardare il giudizio dell’elettorato, rappresenterebbe pateticamente questa vicenda come il frutto di un complotto politico contro il suo leader (come del resto hanno fatto i peones di Berlusconi per oltre un ventennio), mentre dall’opposizione verrebbero espresse parole di circostanza, di cautela, di attendismo e di fiducia in un tempestivo chiarimento da parte degli inquirenti.

Ora, mi chiedo cosa possiamo farcene noi cittadini di questo teatrino dell’inutilità. Forse il sig. Villaggio, grazie alla sua oramai decennale frequentazione palermitana al seguito di diversi parlamentari iblei e, quindi, avvezzo all’altissimo livello di serietà e concretezza politica della nostra classe parlamentare siciliana, potrà chiarirlo a me e a tutti gli inetti consiglieri comunali di Modica, magari in un seminario politico al quale, io per primo, dichiaro di volere aderire.

Personalmente, però, vorrei anche dire al sig. Villaggio che io non condivido affatto le denunce anonime e non ritengo serio speculare politicamente attraverso di esse, forse perché sono stato educato a portare avanti le mie battaglie a testa alta e con il sole in faccia, anche a costo di rimetterci in prima persona (e vi assicuro che di sberle ne ho prese parecchie) o forse perché ritengo l’anonimato un fatto che delegittima anche la più remota giustezza della denuncia stessa.

Oggi scrivo da un giornale on line il cui direttore, il caro amico Paolo Borrometi, sta conducendo a viso aperto una battaglia contro la mafia locale. Egli sta dando un esempio di coraggio e di onore che rende, questo suo operato a difesa della legalità, un fatto condivisibile senza se e senza ma. Paolo non si è celato dietro l’anonimato ma ha messo in discussione tutta la sua vita pur di portare avanti un principio altissimo di rispetto delle regole.

Ecco, questo è quello che dovremmo fare tutti noi cittadini ed anche l’estensore di quella lettera, perché la conoscenza di fatti illeciti impone a tutti noi di chiedere giustizia senza temerne le conseguenze.

In questo momento io potrei assecondare i fatti e sparare a zero contro Ignazio Abbate. Ma sarebbe serio da parte mia? Potrei, in coscienza, accusare pubblicamente qualcuno se non sono sicuro di quanto riportato nella lettera il cui autore si cela dietro l’anonimato? E per quale vantaggio politico? Forse questo potrebbe costringere il Sindaco e la sua giunta alle dimissioni prima ancora di accertare la veridicità dei fatti oggetto di accusa e, quindi, solo dedotti e non confortati da alcuna prova?

Con ciò non voglio affatto sminuire la gravità della vicenda, soprattutto perché, da quello che si legge dai giornali, essa si riferisce ad una serie di fatti illeciti specificamente indicati e legati a diversi settori amministrativi dell’ente. Non posso, però, non tenere conto che la missiva, come quella precedente, non è riconducibile ad una fonte chiaramente attendibile. Questo stesso fatto rende incerta la sua fondatezza e pone la necessità di chiarimenti da parte dell’unico organo competente in materia: la magistratura.

A questo punto il problema non è più politico ma diventa un problema di natura giudiziaria ed per tale motivo che esso non può essere correttamente affrontato dalla politica ma deve essere risolto attraverso la via giudiziaria, anche solo per accertare l’insussistenza dei fatti contestati.

Aggiungo, poi, che se io fossi il Sindaco raccoglierei tutte le carte relative ai settori amministrativi e ai fatti specifici menzionati in quella lettera e mi recherei, di mia spontanea iniziativa, dagli inquirenti per chiedere una valutazione giuridica sulla liceità degli atti da me posti in essere.

Io farei così, prima di tutto a tutela della mia stessa immagine oltre che della mia attività amministrativa e considerando questo comportamento un atto dovuto di un pubblico ufficiale, qual è il Sindaco.

Sarebbe un segnale di correttezza e di dignità a tutela della città, dei dipendenti comunali, dei consiglieri di maggioranza e di quelli della stessa opposizione. E se venisse fuori che, io Sindaco, ho commesso anche le più blande illiceità penali, pur in assenza di una specifica malafede e solo per una mera incompetenza personale, trarrei le dovute conseguenze e deciderei coerentemente sulle sorti della mia esperienza amministrativa e politica.

Io farei così, perché è così che avrebbero fatto coloro che mi hanno insegnato che nella vita occorre avere il massimo rispetto del popolo e della sua fiducia.

Ora, io non so cosa farà il primo cittadino. Probabilmente egli si limiterà ad attendere una risposta dall’autorità inquirente o forse, nelle more, cercherà di distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica, magari con atti politici capaci di scatenare reazioni mediatiche verso altri lidi.

Forse la polemica scatenata ieri da Abbate sul Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Modica si muove proprio in questa direzione. Se va bene a lui, tanto meglio. Ognuno agisca secondo coscienza ed ovviamente, alla fine, raccoglierà i frutti di ciò che ha seminato, buoni o brutti che siano.

D’altra parte, diciamoci la verità, la democrazia è bella proprio per questo!

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Aggiungi una immagine