Le pagelle ai politici: Mario Monti, voto 3

Nelle ultime settimane è riapparso il senatore a vita Mario Monti; si è rimaterializzato con un suo articolo a cui il Corriere della Sera ha voluto dare la gratificazione della prima pagina e, a seguire, con una serie di interviste e interventi in tv ripresi pure dall’informazione online. Alcune tesi del presidente Monti sono ficcanti e spingono alla riflessione, in particolare un passaggio in cui prima cita l’asse politico che il governo italianosta imbastendo con Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Austria e poi spiega: “la vicinanza, costruttiva e critica, alla Germania e alla Francia sarebbe particolarmente utile ora, sia perché un governo tedesco meno forte può essere indotto ad una minore rigidità, sia perchè sono sul tavolo il bilancio settennale e la governance dell’economia, sia infine perché l’uscita della Gran Bretagna redistribuisce le carte del potere e la Spagna, zitta zitta, non disdegnerebbe di venire considerata più affidabile dell’Italia”. E’ una considerazione interessantissima e non merita di essere cestinata con qualche slogan da troll o da haters come spesso, purtroppo capita, sui social e di riflesso nelle discussioni in piazza (o viceversa). Però in tutto questo e con il rispetto che ogni cittadino deve a un membro del Parlamento ci si chiede: è mai possibile che non vi sia qualcuno di altro e ancora meglio di nuovo che incalzi e contrasti le scelte dell’attuale maggioranza di governo con considerazioni (come questa) che potrebbero spingere almeno una parte dei cittadini a discutere, riflettere, ragionare meglio? In parole povere: ci si rende conto che il senatore Monti, a metà settembre del 2018, è dal punto di vista della divulgazione, del gradimento, del sapere intercettare il consenso dell’opinione pubblica (perdonate la metafora che non vuole essere irriguardosa) una sorta di “dead man walking”? Ovviamente il senatore a vita ha tutto il diritto – anzi visto che è ben retribuito da parlamentare della Repubblica ha anche il “dovere” – di esternare le sue idee, fare proposte e critiche in Senato e nelle piazze, proporsi come soggetto politico attivo e cercare eventuale consenso. Solo che oggi per incalzare la maggioranza a Roma l’opposizione (o le opposizioni) hanno il dovere di mandare in tv un volto più convincente. Tutto qua. L’ex numero uno dell’Università Bocconi, ex Commissario europeo alla Concorrenza e già Presidente del Consiglio, da questo punto di vista è cotto e stracotto. Voto 3

di Emiliano Di Rosa

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43 anni, giornalista da 20 e professionista da 12, una lunga esperienza di cronista parlamentare alle spalle, tanto a Roma quanto a Palermo, assieme alla passione per tutte le vicende politiche che riguardano, in particolare, gli enti locali siciliani.

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