Le reazioni del Sindaco Nicosia, di Aiello e di Moscato

Di seguito pubblichiamo alcune delle reazioni pubbliche pervenute alla nostra Redazione sulla notizia odierna che ha sconvolto la politica vittoriese.

LA NOTA DEL SINDACO, GIUSEPPE NICOSIA

Il sindaco, Giuseppe Nicosia, rende noto di aver ricevuto un’informazione di garanzia, unitamente ad altri soggetti, per il reato di voto di scambio.
“Comunico – dichiara il primo cittadino – di avere ricevuto questa mattina un’informazione di garanzia, assieme ad altri soggetti, per voto di scambio, e ritengo doveroso che l’opinione pubblica sappia immediatamente, dal momento che rivesto ancora, anche se per pochi giorni, un ruolo pubblico, tutto ciò che riguarda il sindaco della città. La cosa mi lascia basito e addolorato, pur nella assoluta certezza che si tratti di calunnie che, al vaglio della magistratura, nella quale ripongo piena fiducia, non potranno che rivelarsi come tali, e non potranno che scontrarsi con l’ultraventennale attività professionale da me svolta in favore delle vittime della criminalità, nonché con le decine di azioni giudiziarie intentate contro esponenti dei clan mafiosi, dai quali è naturale aspettarsi vendette, anche attraverso false accuse. Queste calunnie, che riprendono vecchie accuse riportate dal quotidiano Repubblica in un articolo del 2008 e già attenzionate ed ampiamente chiarite e superate dalla magistratura, si scontrano anche con l’attività svolta in qualità di sindaco della città: assieme agli uffici che mi hanno collaborato, sono stato in questi dieci anni un argine di legalità, e ho rappresentato l’ente in ogni sede, penale e civile, contro i clan della città. Ma di questo si occuperà la magistratura. Il coinvolgimento nell’indagine di altri soggetti, comunque impegnati nell’agone politico, e che sento di ritenere anch’essi – anche quelli più distanti dalla mia posizione politica – vittime di un’ingiustificata e infondata accusa infamante, mi fa temere un generalizzato e indiscriminato attacco all’immagine e al futuro della città. Su alcune cose non mi sono mai voluto esprimere, ma a più riprese la macchina del fango, finora sempre smentita dagli approfondimenti giudiziari, si è diffusa nei gangli vitali, nei settori economici e in quelli politici della città, con il coinvolgimento di settori criminali che evidentemente non hanno gradito l’azione di legalità portata avanti con determinazione dalla mia amministrazione. Detto ciò, avendo ormai terminato il mio mandato, continuerò da privato a difendere la mia immagine e la mia onorabilità, ma anche l’immagine della città, e lo farò, come è mia abitudine, nelle sedi giudiziarie, nelle quali, ne sono convinto, la verità riesce sempre a trionfare. In quelle stesse sedi denuncerò per calunnia chi ha inteso vendicarsi calunniandomi. Sebbene io ritenga fantasiose, infamanti e prive di fondamento le accuse che mi vengono mosse, la mia etica mi induce sin da ora a manifestare la mia assoluta indisponibilità a ricoprire in futuro cariche o ruoli nel partito, fin quando non sarà accertata, come sono assolutamente fiducioso che accadrà, la mia assoluta estraneità ai fatti che mi vengono contestati. E non intendo avvalermi neanche di un’eventuale prescrizione, perché voglio che sia la magistratura ad acclarare e a smascherare il disegno criminoso che esponenti mafiosi, evidentemente toccati dalla mia azione e dalle mie denunce contro i clan, e ispirati da chissà chi, hanno inteso macchinare”.
LA NOTA DI FRANCESCO AIELLO
In riferimento all’avviso di garanzia che è stato notificato in data odierna, a me e ad altre otto persone dal Gico della Guardia di Finanza di Catania, su disposizione della Procura etnea, con cui si ipotizza il reato di cui all’articolo 416 ter (scambio elettorale politico mafioso) dichiaro di avere già dato mandato al mio avvocato, Giuseppe Russotto, che ha provveduto a chiedere al P.M. inquirente, di interrogarmi ancor prima della competizione elettorale del 19 giugno p.v. per chiarire la mia posizione e comprendere perché risulto coinvolto nella stessa indagine che accomuna tra gli altri, personaggi che nulla hanno a che fare con la mia persona e che io stesso ho denunciato nel corso degli anni. Manifesto piena fiducia nei confronti della Magistratura ed auspico che in tempi brevissimi possa fare piena luce, anche perché sono profondamente convinto che questo provvedimento nei miei confronti sia un “atto dovuto” per il corso dell’indagine, atteso che i fatti contestati sono stati da me denunciati nel corso degli ultimi dieci anni, subendo per questo decine di denunce.

Dimostrerò con estrema chiarezza, che le indagini in corso, notificate tramite l’avviso di garanzia odierno, riguardano vicende, fatti, circostanze e persone che io stesso, come riferito, ho segnalato agli organi inquirenti che hanno provveduto ad inoltrare le mie segnalazioni alla magistratura. Nonostante ciò, considerato il momento in cui si è verificato l’episodio, temo fortemente un indiscriminato attacco alla città di Vittoria, al futuro dei cittadini e alla democrazia. Sono certo che nella lista dei nomi sottoposti a indagine, ci siano persone che come sono vittime di un disegno infamante su cui la Magistratura farà piena luce, e che possano dimostrare la loro estraneità ai fatti.

Sono sereno e proseguo nello svolgimento della competizione elettorale, sperando che tutto questo non interferisca sulla libera determinazione dei cittadini.

LA NOTA DI GIOVANNI MOSCATO

“Cari amici,
come credo sia noto a tutti, stamattina ho ricevuto un avviso di garanzia ed ho subito una perquisizione all’interno del mio comitato elettorale da parte di personale di Polizia Giudiziaria delegata dalla Procura Distrettuale di Catania.

Sono indagato per un reato che mi fa paura solo a nominare: voto di scambio politico – mafioso.
Quale uomo di legge, quale sono, faccio fatica sinceramente a comprendere i motivi per cui mi trovo sottoposto a questa terribile prova, a soli due giorni dal voto di ballottaggio e dalla vittoria elettorale che sento ormai prossima e certa.

Sento il dovere di comunicarVi tutto quello che so. All’interno degli atti in mio possesso non c’è una dichiarazione di accusa, da parte dei collaboratori di giustizia, nei miei confronti.
L’indagine nasce da dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, che parlano diffusamente e con dovizia di particolari dell’AIUTO fornito dal clan Carbonaro –Dominante ad alcuni esponenti politici del vittoriese.
Ciò sarebbe avvenuto sia nelle passate competizioni elettorali, ossia le elezioni per il sindaco di Vittoria, che per quelle regionali del 2012, nelle quali io non ero candidato.
Ebbene, i due collaboratori di giustizia non hanno mai pronunciato il mio nome, ma quello di parecchi altri miei avversari politici.

Perché allora ci sono io in mezzo a questo ciclone, per fatti che io per primo ho da sempre denunciato?
La risposta è: perché tra gli altri otto indagati, compare il nome di un candidato della lista collegata alla mia coalizione, Cesare Campailla, accusato dello stesso reato. Nessuna condotta specifica ulteriore mi viene rimproverata dai magistrati della Procura Etnea.
Ho avuto modo di conoscere la serietà, l’impegno ed il coraggio di Cesare Campailla.
Uomo che, per le sue battaglie, è stato anche sotto scorta e che sin da quando ha abbracciato il nostro progetto politico, si è sempre contraddistinto per la sua correttezza ed onestà.
La cosa più assurda di questa storia è che secondo la ricostruzione ipotizzata della Procura, lo stesso Campailla avrebbe avuto il potere di determinare l’esito del voto, controllando le preferenze di gruppi malavitosi, veicolandole a proprio piacimento, ma che all’esito dello spoglio del 05/06/2016, non solo non è stato eletto, ma non sarà eletto consigliere neanche all’esito dello spoglio del 19/06/2016 in cui risulterò vincitore.
Quindi, il dato elettorale conferma quella che già appare essere un’accusa inconsistente, ovvero che Cesare Campailla ha ottenuto soltanto 249 voti, che lo hanno relegato al sesto posto della sua lista “Riavvia Vittoria”.
Cari amici, Vi pare possibile che un candidato che sarebbe in grado di veicolare i voti della mafia, ottenga un risultato così modesto??? Soltanto 249 Voti???
Cionondimeno, anche in un momento di dura prova come questo, confido nel lavoro della magistratura alla quale chiedo il più rigoroso e rapido approfondimento investigativo ed alla quale mi sono già rivolto, chiedendo di essere sentito immediatamente per chiarire la mia posizione e per fornire il mio personale contributo alla esatta ricostruzione della vicenda”

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