Lilliput…

Nell’ultima puntata di Politica in Vespa, trasmessa da canale 74 all’interno del format Finalmente è Venerdì, ho stigmatizzato la polemica sorta tra il redivivo Nino Cerruto, leader dell’ei fu movimento Una Nuova Prospettiva e, manco a dirlo, il primo cittadino Ignazio Abbate, in merito alla decisione di allocare gli stand della Fiera della Contea all’interno dello stadio “Scollo” di c.da Caitina.

Questa polemica mi è sembrata avvilente, perché nessuno dei due protagonisti, spinti com’erano da una “voglia bulla” di dimostrare la loro forza, ha saputo individuare la vera causa generativa del problema e cioè il fatto che a Modica, città di 60 mila abitanti animata da velleità leaderistiche sul comprensorio provinciale e forse anche di tutto il distretto del Sud Est siciliano, non esiste un Polo Fieristico degno di questo nome.

Eppure, come ha lasciato comprendere Nino Cerruto, questo problema della sistemazione della Fiera della Contea non è nuovo! Ma come mai, allora, nessuno si è posto delle domande? E perché nessuno ha cercato di dare risposte? Come mai nessuno ha raccolto intorno ad un tavolo le forze politiche, produttive e imprenditoriali cittadine in un percorso virtuoso di sinergia multilaterale finalizzato alla realizzazione del Centro Fieristico che oggi manca, magari pensando anche a future esposizioni più ambiziose della stessa Fiera della Contea? Perché ci si è limitati a litigare “sulle mosche di Pilli e le mosche di Mazza” lasciando inalterata una questione che tornerà prepotentemente negli anni avvenire?

Ve lo dico io: perché la nostra attuale classe dirigente, bisognosa solo di uscire dal proprio anonimato, è affetta da una grave forma di microsomia politica, una lillipuziana ingordigia di protagonismo che occlude ogni possibile visione prospettiva di crescita e di sviluppo per la comunità e per il territorio.

E mentre il buon vecchio Nino Cerruto è tornato al suo “sarcofago” politico, accontentandosi di questa minima dose di presenza mediatica, Abbate è andato oltre, scegliendo un nuovo “obiettivo”: il governo regionale. Da Palazzo S. Domenico sono partiti gli strali contro Crocetta e contro i vari assessorati palermitani, rei (a suo dire) di avere impedito al Comune di Modica la chiusura del bilancio nei termini di legge e di avere causato la situazione emergenziale in materia di rifiuti.

Così facendo il primo cittadino ha iniziato una nuova fase della sua lunga campagna elettorale per le elezioni regionali, nel tentativo di ottenere il duplice risultato di allontanare da sé il dubbio di una cattiva gestione amministrativa e di proporsi come l’unico politico modicano in grado di tutelare gli interessi cittadini in quel di Palermo.

Di fatto, però, le sue chiacchiere stanno a zero: il bilancio rimane disastrato perché in questi tre anni lui e la sua giunta sono riusciti solo a fare debiti e a prosciugare le casse comunali e con esse ogni speranza di risanamento economico. L’emergenza rifiuti rimane tale perché l’amministrazione ha preferito non fare nulla, anzi ha scelto volontariamente di attendere la conclusione della procedura di affidamento dell’appalto del servizio pur potendo trovare, nelle more, soluzioni “altre”. Un’omissione, questa, che sta costando cara a tutti i cittadini, in primo luogo sul piano della salute e dell’igiene pubblica. Le grandi manutenzioni stradali sono rimaste una chimera e per averne una prova basta percorrere Via Risorgimento, Via Pietro Borrometi, Via Resistenza Partigiana, Via Variante S.S. (soprattutto nel tratto tra Solaria e Pirato), Via Trani e Via San Giuliano, Via Nazionale, Via Sacro Cuore (soprattutto la parte finale), Viale Quasimodo, Via don Bosco, Via Modica-Giarratana, Via Loreto e tante altre strade cittadine. Ciononostante, il Comune si avventura in un’opera pubblica, peraltro “rimiddiata”, su una porzione di territorio che si appartiene ad altri. Gli Uffici Comunali funzionano a scartamento ridotto per la mancanza di fondi e di mezzi, non è dato sapere nulla della biblioteca, il museo etnografico di Palazzo dei Mercedari è dimenticato, i nostri studenti hanno perso la possibilità di svolgere le attività di doposcuola e complementari, gli artisti rinunciano ad organizzare eventi e manifestazioni in città (ma ci si accontenta di qualche esposizione pittorica o di un paio di commedie, pensando che sia tutta questa la cultura).

E se anche il non certo brillante sindaco Piccitto riesce a fare meglio di noi, spingendo Marina di Ragusa sempre più avanti sul piano dei servizi, per la nostra Marina di Modica, centro benessere per pensionati benestanti, ci si vanta di una bambinopoli che non c’è e si consente a qualche imprenditore locale di ferire indisturbato il volto di Punta Religione.

Per la sopra descritta logica lillipuziana di ricerca del consenso spicciolo, il sindaco preferisce invitare i cittadini a segnalare “a lui di persona personalmente” ogni loro esigenza, bypassando gli uffici comunali, dimenticando la legge e le regole di funzionamento della macchina amministrativa, come se non fosse valso a nulla l’enorme sacrificio che il popolo italiano ha dovuto pagare per avere un sistema democratico, trasparente, libero, uguale per tutti, basato sui diritti piuttosto che sul favore. L’evoluzione storico-politica degli ultimi 150 anni, anzi, viene ignorata da chi cerca di sbilanciare, esclusivamente a suo favore, un rapporto che per legge è basato sul concetto della parità.

Ce le siamo dette tante volte queste cose negli ultimi tre anni e continuiamo a ripetercele, per non dimenticare, per non farci assuefare da una concezione che vuole trasformare la politica in un rapporto di “do ut des”, per imporre agli “Schettino” della politica nostrana (pronti come sono ad abbandonare la nave che affonda) di assumersi le responsabilità delle loro scelte amministrative, per impedire che nel Governo Politico della città prevalga il modello delle telefonate, delle anticamere, delle rappezze, della scerbatura e delle promesse non mantenute.

Dobbiamo ripetercele tutte queste cose per ricordare che esiste un’altra via, un’alternativa basata sul rispetto dei diritti e delle regole e sulla trasparenza amministrativa, che è l’unica garanzia capace di produrre imparzialità e di efficienza.

Dobbiamo tornare ad esse grandi o quanto meno, se ci rendiamo conto di essere nani, dobbiamo avere l’umiltà, oggi inesistente, di salire  sulle spalle dei giganti e guardare oltre la minima misura del nostro stesso naso…

1 commento

  1. Voglio per una volta seguire l ‘ indicazione data dal sindaco ovvero di segnalare a lui personalmente le problematiche e dirgli per l ‘ ennesima volta che da oltre 10 anni il tratto che da via resistenza partigiana porta a via Sandro Pertini è una trazzera dissestata che pone seri problemi alle tante macchine che vi transitano e soprattutto ai pedoni che giornalmente rischiano di rompersi una gamba. So che il sindaco è disponibile a rattoppare strade, perché non interviene per questo tratto di 30 metri? Non sarà perché ci abito io che non è riuscito a mettere la museruola? Vediamo se adesso che è direttamente interessato saprà per una volta essere giusto e non vendicativo.

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