“L’indignazione e la rabbia nella paura di essere donna”

Sono proprio indignata! La rabbia nasce dalla paura di essere donna.

Vivo in una società che dovrebbe garantire (almeno in teoria) ai due sessi la stessa dignità e le stesse opportunità, invece mi ritrovo sempre ad apprendere notizie drammatiche di mogli che vengono brutalmente massacrate da barbari che sostengono di amarle.

La notizia che mi ha fatto infuriare è aver avuto conferma che l’omicidio avvenuto a Motta Visconti, alle porte di Milano, (una mamma con i suoi 2 bambini) sia stato proprio il marito. In una società in cui il sesso femminile dovrebbe avere la stessa valenza di quello maschile sono sempre più numerose le donne che vengono maltrattate e purtroppo spesso assassinate da mariti, conviventi o ex fidanzati, e spesso tutto ciò solo perché il loro rapporto sentimentale è andato in crisi? Eravamo quasi convinti che la violenza non appartenesse più alla nostra cultura tanto sa condurci a farci pensare che a noi italiani queste cose non possono accadere, purtroppo la violenza avviene in tutte le culture, in tutti i ceti sociali e, purtroppo, anche in tutti i Paesi europei inclusa l’Italia.

Non so se questa donna abbia mai avuto il tempo di rendersi conto del probabile marito violento o è stato un caso scaturito da una lite, magari la povera vittima non aveva gradito rimanere sola di notte mentre lui assisteva alla partita dei mondiali, ma la statistica conferma in modo ineccepibile che tutte queste donne (salvo rara eccezione) hanno sempre chiesto aiuto e assistenza prima di essere maltrattate, ma mai nessuna di loro ha ricevuto protezione, né supporto.

Lei ha perso la vita insieme ai due figli. La crudeltà umana ultimamente ha superato anche l’immaginazione degli scrittori horror, ed è per questo che lo Stato, per fornire una risposta concreta nella lotta contro la violenza perpetrata a danno delle donne, ha introdotto nel codice penale dell’art. 612-bis la denuncia per stalking.

Purtroppo, almeno fino ad oggi, pochi risultati sono stati ottenuti. Nella civilissima Italia del Nord, come ho precedentemente scritto, la maggioranza delle persone maltrattate e/o morte ammazzate sono donne e i loro assassini sono sempre coloro che dicono di amarle. Per quanto tempo ancora dovranno avvenire queste violenze, e spesso tra le mura domestiche, prima che si possa intervenire in modo concreto?

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Enza Iozzia modicana di origini, dal 2001 vive a Piacenza. Nello stato di famiglia risulta sposata con 2 figli. Professionalmente è impegnata nel sociale. Per apparire nelle varie testate giornalistiche si è "inventata" un nuovo modo di fare cultura Il suo motto: Non è l'arte a rendere la donna diva, ma è la DONNA a rendere l'arte divina.

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