Lo Stato è più forte del boss Rino Albergo: a Noto chiudono le sue attività. Questa volta davvero!

Da ieri sera a Noto è stata ripristinata la legalità: lo Stato ha dimostrato di essere più forte del boss Rino Albergo.

La Prefettura di Siracusa ha emesso la nuova interdittiva antimafia per le attività della famiglia del boss Rino Albergo che più volte abbiamo denunciato e sulle quali, nel libro “Un morto ogni tanto”, avevo chiesto di fare chiarezza.

Waldker Albergo (detto Rino o Ninacchio, come lo chiamava lo storico capomafia Pinuccio Trigila), già reggente e pluricondannato, è stato la mente “imprenditoriale” del clan di Noto, oltre che l’uomo di fiducia dei vari personaggi succedutisi al suo vertice (prima Pinuccio Trigila, poi Michele Crapula e Angelo Monaco).

“Uomo d’onore” del clan, nonostante un comportamento molto lontano dai (falsi) canoni dei clan (leggi articolo). Ed è su di lui che ha puntato il grande capo zu Pinuccio, riconoscendone e premiandone sempre le capacità.

Rino Albergocome ricostruisco nel libro “Un morto ogni tanto” -, uscito dalle patrie galere, partendo da un chiosco finì per occupare Noto con le attività commerciali di famiglia.

La splendida Noto, capitale del barocco, piegata alle attività di famiglia del boss che, appena qualche giorno fa, erano state colpite da un’interdittiva antimafia del Prefetto di Siracusa (LEGGI), dopo l’inchiesta giornalistica che avevo realizzato e con cui denunciavo i suoi guadagni con il ballo per l’Unesco.

Ma vediamo le sue attività, nello specifico, due delle quali sono chiuse grazie alla nuova interdittiva antimafia del Prefetto di Siracusa, di cui il boss si voleva fare beffe.

Oltre al chiosco, due bar e due ristoranti in centro storico, all’ombra della Cattedrale, con tavolini che occupano uno spazio che andava ben oltre le autorizzazioni.

Attività famiglia Albergo

E quando la Polizia, anche a seguito di alcuni miei articoli di denuncia, ha effettuato dei controlli verificando l’occupazione abusiva di suolo pubblico, il boss ragioniere e imprenditore ha mostrato la sua vera natura ai passanti, urlando agli agenti: “I soldi io ce l’ho […] I vostri se li devono mangiare gli avvocati”.

Mentre i favori che fino a quel momento gli erano stati riservati costarono peraltro anche una denuncia per abuso d’ufficio a un dirigente comunale, che gli aveva concesso l’autorizzazione in assenza del nulla osta della Soprintendenza.

Quelle attività, per raggirare la prima interdittiva, erano state intestate prima alla moglie di Albergo, Giuseppina Ferla (detta Giusy) e poi ai compagni dei figli.

Vittorio Gentile (compagno di Concetta Albergo), Carmela Rizza (compagna di Corrado Albergo) ed alla compagna di Salvatore Albergo, Cannata.  

Se a Noto non bastassero queste attività, il compagno di Concetta Albergo, Vittorio Gentile, è anche titolare del bar Ipanema a Marzamemi. Il bar rimane aperto, ma che siamo certi verrà valutato per la chiusura. 

Il Prefetto, che rappresenta lo Stato nelle realtà locali, ha emesso l’interdittiva antimafia facendo capire a tutti che lo Stato è più forte. In attesa che si faccia, magari, una valutazione sull’intestazione fittizia e vengano sequestrate. 

Intanto oggi lo Stato ha vinto. Grazie al Prefetto di Siracusa, a tutti i dirigenti della Prefettura ed alla Polizia di Stato. 

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico “Tommaso Campailla” di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo.
“Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: “Passaggio a Sud Est”. Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l’Agenzia Giornalistica “AGI” ed altre testate giornalistiche”.

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