“Ma lo volete capire che casi come Mariella e Mauro, sono problemi enormi della sanità?”

Dopo le polemiche relative al nostro articolo pubblicato in data 09/ottobre/2013, cioè ieri, dal titolo I casi di Mariella e Mauro dalla Borsellino. Unico “neo”, Giovanni Avola (che replica). L’unica cosa che mi permetto di aggiungere è che, probabilmente, a volte non conviene cercare di giustificare atteggiamenti sbagliati e se proprio non si riesce a chiedere scusa, sarebbe meglio almeno rimanere in silenzio. Perchè, come nel caso della replica di Giovanni Avola, a volte “la toppa è peggio del buco”. Di cosa tratta la questione? Martedì pomeriggio, prima dell’inizio della conferenza sullo stato di salute della “Sanità Iblea”, la famiglia di Mauro Terranova e la famiglia di Mariella Russo, si erano “permessi” di ritardare la manifestazione, per parlare con l’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino e descrivere le due patologie che li riguardano e che stanno emozionando la quasi totalità della comunità iblea, “quasi”, purtroppo… bene, dopo alcuni minuti di conversazione con la famiglia Terranova, l’assessore Borsellino si è spostata a parlare lateralmente (perchè Mariella non può essere avvicinata da troppe persone insieme, infatti indossava addirittura una doppia mascherina) con la ventottenne Mariella Russo, affetta dalla Mcs, una patologia molto rara. Dopo pochi istanti, il segretario provinciale della Cgil, Giovanni Avola, ha interrotto la discussione fra la giovane e l’assessore alla Salute, affermando: ““Vabbè, ma questo caso è semplice. Niente a che vedere con l’altro. E’ solo – garantisce il noto esperto di sanità, Giovanni Avola – un caso burocratico“. Detto ciò, con la Borsellino sotto braccio,sono andati via…il dibattito così è iniziato, ma Giovanni Avola, da buon sindacalista e dovendosi occupare della salute e dei diritti delle persone, avrà fatto un buon servizio? A ciò è seguita la nota di Avola, consultabile all’indirizzo dell’articolo precedente (o cliccando su questo link), insieme alla restante parte dell’articolo stesso. Ecco che, rispetto alla risposta di Giovanni Avola, Giuseppe Spadaro (marito di Mariella Russo) ed Anna Carta (madre di Mauro Terranova) ci scrivono e raccontano il loro punto di vista, al quale diamo spazio come fatto con lo stesso Avola.

Illustre Signor Giovanni Avola,

quanto Lei ha scritto a commento dell’articolo di Paolo Borrometi, che ci è accanto come giornalista ma soprattutto come amico, ci offende e ci umilia. Fra le altre cose non corrisponde assolutamente a verità. L’onorevole Pippo Digiacomo, con grande attenzione nei confronti di mia moglie Mariella, ci aveva invitato a parlare con l’assessore alla Salute, Lucia Borsellino, prima del Vostro “importante” convegno sulla “Sanità Iblea”. Le ricordo, qualora non lo avesse capito, che mia moglie indossava ben due mascherine, perché non può stare eccessivamente a contatto con odori e profumi e, sicuramente, non poteva stare dentro la sala Avis, ad attendere la fine del Vostro convegno o, addirittura, a prendere la parola per spiegare.

Bene, dopo aver atteso l’arrivo dell’assessore, finalmente ci hanno dato la possibilità di parlarle ed esporre il problema e chiedere aiuto. Subito dopo che l’assessore avesse parlato GIUSTAMENTE con i familiari di Mauro. E proprio mentre mia moglie Mariella e l’assessore Borsellino parlavano, un signore distinto, con i capelli bianchi, ci stava accanto quasi a “marcarci stretti”. Così, dopo pochi istanti (la conversazione, grazie a Lei, sarà durata al massimo due minuti!), questo Signore ha affermato (come giustamente e testualmente riportato dal giornalista Paolo Borrometi) “Vabbè, ma questo caso è semplice. Niente a che vedere con l’altro. E’ solo un caso burocratico“. Per poi far fretta alla dottoressa Lucia Borsellino, prendendola quasi fisicamente e portandola via da Mariella. Fino a scoprire dalla Sua replica, stamane, che quel signore, fosse Lei. E Le chiedo: Un caso burocratico?? Ma ha idea di ciò che ha affermato?? Mia moglie, io, mio figlio e la nostra famiglia tutta, compresi i tanti amici che ci stanno accanto, lottiamo da anni per dare “una speranza” a Mariella, e Lei lo definisce “un caso burocratico”?? Ma lo volete capire che casi come quello di Mariella Russo o di Mauro Terranova, sono i VERI PROBLEMI DELLA SANITA’? Per poi parlare, nella Sua replica, di “toni strappacuore” e di “stampa che non entra nel merito”? Ma ha mai letto i tanti articoli che il nostro AMICO Paolo Borrometi ha fatto per mia moglie? E lei, in tutto ciò, dove è mai stato? Ci ha mai aiutato? Ci è mai stato accanto? Si è mai interessato alla questione? No, dimenticavo, Lei era troppo impegnato ad affrontare la questione della Sanità Iblea, che non passa per casi come quello di mia moglie o quello di Mauro Terranova. Lei ha altri impegni, molto più importanti, sicuramente troppo più importanti. Quindi adesso La ringrazio per averci concesso “due minuti scarsi” del tempo che la Borsellino doveva dedicare a Lei. Grazie. Anzi, visto che ha detto che è solo un “caso burocratico”, La invito ad occuparsi del problema ed a risolverlo Lei, visto che Mariella o Mauro, non credo che possano avere altre occasioni di incontro con l’assessore alla Salute, probabilmente a differenza Sua.

Giuseppe Spadaro

 

Condivido appieno le parole del marito di Mariella, Giuseppe Spadaro. Le ho lette con grande piacere e le sottoscrivo. A differenza di quelle del signor Avola, che probabilmente non ha capito quale e di quanta portata, sia il problema. Lui è lì e che cosa ci ha messo? Siamo noi a lottare, vedendo soffrire i nostri cari. Io il mio Mauro, Giuseppe, la sua Mariella. Con tutti gli amici ed i familiari che abbiamo accanto. Inoltre, mi ha fatto immensamente piacere vedere i precari della sanità che, a differenza di Giovanni Avola che ci faceva fretta, ci hanno offerto il loro conforto e la loro vicinanza. Ma certo, per lui è facile. Giovanni Avola rappresenta l’incarnazione della distanza che c’è, fra il PAESE con le vere problematiche e chi ci amministra, lontano anni luce dalle vere istanze. Basterebbe vedere in che modo abbia interrotto mia sorella Delfina, che stava soltanto cercando di illustrare e spiegare la vicenda di Mauro. Ma insomma, è questo il modo per aiutarci? E poi parlare di “pietismi”? Oppure di “stampa che non entra nel merito”? Ma ha assolutamente ragione Giuseppe Spadaro. Ha mai letto, il signor Giovanni Avola, gli articoli di stampa? Insomma, mi viene soltanto una parola per commentare quanto ha scritto e come si è comportato Giovanni Avola: “Vergogna”!

Anna Carta

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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