Località protetta, Piera Aiello denuncia una fuga di notizie

“Carissimi non ho mai usato Facebook per faccende personali ma oggi, vi voglio informare di un fatto assai grave. Come potete leggere da una nota inviata all’Ansa e mai presa in considerazione da quest’ultima, vedi articolo annesso, è stata commessa una grave fuga di notizie riguardanti la mia famiglia, mettendola in serio pericolo. Per tanti anni ho cercato di proteggere me ed il mio nucleo familiare, ma per leggerezza o per sicura incompetenza di due ministri, Salvini e Bonafede, di un sottosegretario Gaetti e di un direttore del Servizio Centrale di Protezione Generale Aceto, questo è stato vanificato”.
E’ la testimone di giustizia e deputata del M5s Piera Aiello, con un lungo post, a denunciare il fatto pubblicamente tirando in ballo i due ministri ed il sottosegretario Gaetti che ha la delega all’Antimafia ed è presidente della “Commissione centrale per la definizione e l’applicazione delle speciali misure di protezione”.
“Mi trovo costretta a denunciare i sopra nominati – prosegue Piera Aiello – dopo aver informato il Presidente Morra, lo stesso Gaetti pretendendo un’audizione in Commissione Centrale ex art.10, dalla quale non ho avuto riscontro come sempre! Il Quirinale mi ha ricevuta tempestivamente e si sta prodigando per aiutare me e la mia famiglia”.
La testimone di giustizia, che ha anche pubblicato l’immagine del verbale di comunicazione in cui si chiede l’accesso agli atti, scrive: “Ho chiesto accesso agli atti per sapere la procedura usata per un eventuale ricorso, tra l’altro avviato, unica risposta è stata che gli atti sono talmente tanti che prorogano al 30 settembre un’ipotetica consegna degli atti stessi, così facendo cercano di far scadere i termini, ma così non sarà. In pratica, l’ennesimo abuso da parte di questi uffici, perché, diversamente da quanto viene detto da testimoni malpensanti, di abusi ne ho subito tanti in 28 anni da parte di questo regime di protezione che non protegge nessuno e mai nessuno mi ha aiutata, lotto per i diritti dei testimoni e collaboratori unitamente “all’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia” presieduta da Ignazio Cutrò dove è nata la legge che ci dà diritto ad avere la dignità lavorativa, da sempre negata, proprio da quelle istituzioni che ci dovevano aiutare, ultima legge depositata e calendarizzata n.1740, che presto sarà discussa, pensata per evitare violazioni a scapito di testimoni e collaboratori, nonché la legge sugli imprenditori usurati. Alla luce dei fatti l’unica cosa che mi viene in mente è che sto pagando un prezzo troppo alto per avere creduto alla difesa dei cittadini Italiani che ancora sperano e vivono nella Verità e nella Giustizia”.

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