Loris, parla il nonno materno, Francesco Panarello: “Veronica è innocente. Vi racconto mia figlia…”

“Davide è un ragazzo d’oro. Io come padre di Veronica sono convinto che lui sia una persona meravigliosa e sono certo che sia stato istigato ad andare contro Veronica. Non l’ho mai abbandonato perché è un bravissimo ragazzo e lo stimo tantissimo. Io sono accanto a mia figlia da sempre e lo sarò per sempre, non la abbandonerò mai per nessun conto”. A parlare per la prima volta è Francesco Panarello, padre di Veronica e nonno del piccolo Loris Stival, scomparso tragicamente il 29 novembre scorso.

Il padre chiarisce, dando la propria versione dei fatti, molti dubbi e parla della figlia con grande dolcezza e affetto. “Non ci credo che Veronica non abbia accompagnato Loris quel giorno a scuola, perché mia figlia lo accompagnava sempre. A volte mi chiamava e mi diceva: “papà sto andando ad accompagnare Loris, poi il più piccolo e poi vado a fare i servizi a casa”. Quindi se non l’ha portato lei – dichiara Francesco Panarello -, solo qualcuno della famiglia stretta perché Loris non andava con nessuno, neanche con me”. Il padre traccia della figlia il profilo di “una ragazza dolcissima, amante della famiglia, specie dei suoi figli e del marito. Ma ciò che doveva dire te lo diceva in faccia”. 

Poi parla della nascita del sentimento fra Veronica e Davide: “Loro si sono messi insieme all’età di 16 anni. Quando io mi sono separato da mia moglie, Veronica mi ha detto due parole: “papà, io non sto né con te né con la mamma, vado a stare con Davide”. Io le ho risposto, l’importante che sei felice e contenta tu e state bene”. Francesco Panarello esclude che ci fossero problemi in famiglia: “Non è vero niente, era una famiglia molto felice. Davide un lavoratore, lavorava giorno e notte per la felicità della famiglia. Stimava sempre la moglie ed i suoi figli e li amava”.

Il padre di Veronica chiarisce anche l’episodio, apparso su tutti i giornali, del presunto suicidio della figlia, dopo aver scoperto la madre parlare con un altro uomo. L’episodio è stato più volte raccontato ma Francesco ne dà una nuova versione. “Veronica è stata l’unica che mi ha messo in guardia, svegliandomi quella notte famosa e dicendomi quelle parole: “papà tu dormi e quella ti fa le corna”. Io ci sono passato sopra, mi sono separato e sono tranquillo da solo, ma Veronica è stata davvero l’unica che mi è stata accanto e che stimo ed ho stimato nella mia vita. L’unica che si è fatta una famiglia. E poi, se si fosse voluta davvero suicidare, avrebbe chiamato i carabinieri? No, chi si vuole suicidare non chiama i carabinieri”.

Francesco Panarello dichiara di avere “fiducia nel riesame, lo spero tantissimo perché ho fede in Dio e fiducia nella magistratura e nel mio legale, l’avvocato Francesco Villardita”. Poi racconta del suo incontro con Veronica in carcere a Catania. “Veronica è oggi una ragazza buttata lì mentre dovrebbe stare con suo figlio più piccolo, proprio oggi che c’è più bisogno. Quando andai a trovarla a Catania era proprio a terra. Quando mi vide mi disse: “papà, guarda dove mi trovo senza che ho fatto niente”. Era una larva umana – racconta -, dimagrita e distrutta. Rinchiusa tra quattro mura marce”.

I sospetti del nonno Francesco Panarello sull’omicida del nipote sono “Non particolari, ma penso a qualcuno molto vicino perché Loris era diffidente e non andava quasi con nessuno. Solo con chi gli era davvero vicino. Io penso che vada ricercato nella stretta cerchia, ma non Veronica. Pensi che per chiedergli un bacino lo dovevo pregare”.

Il nonno materno racconta del rapporto fra la figlia Veronica ed il nipote Loris. “Loris aveva un rapporto meraviglioso con Veronica, erano come il secchio e la corda. Veronica aveva comprato il bimby ed il piccolo Loris chiedeva alla mamma di fare tante cose da mangiare, e lo facevano insieme. Mi manca Loris quando mi chiamava “nonno Ciccio”. Lo amavo tantissimo. Loris amava andare col camion, aveva provato tanti sport ma gli piaceva solo il taekwondo”. 

Infine Francesco Panarello parla della pagina facebook dedicata a sua figlia “Veronica Panarello è innocente” e della solidarietà che sta ricevendo: “Tanta solidarietà per Veronica ringrazio tutti per i tantissimi pacchi che abbiamo ricevuto per lei. C’è un magazzino pieno per Veronica di pacchi, di indumenti. Adesso stiamo facendo una colletta per l’avvocato perché sta lavorando tantissimo. Io sto dietro le quinte come un padre deve fare, guardo ogni cosa ma non prendo parola più di tanto. Non faccio l’attore in giro ecco perché non ho parlato sino ad oggi. Solo questo”.

Nell’ultima frase del padre di Veronica, l’appello al genero, Davide Stival: “Davide, vai a trovare Veronica, lei ti ama. Non condannarla prima che si sappia la verità”.

 

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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