Mafia: Boccassini, quel cratere a Capaci doveva rimanere

Dopo la strage di Capaci nella quale perse la vita anche il magistrato Giovanni Falcone, “si verifico’ la prima grande rimozione di questo Paese rispetto a quell’evento: venne rifatto il pezzo di strada dove avvenne l’attentato e riempito quel cratere con la scusa che poco tempo dopo sarebbe arrivata la regina d’Inghilterra per rendere omaggio a Falcone”.

Lo ha affermato il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini intervenendo nell’aula magna del Palazzo di giustizia all’inaugurazione della mostra “Gli invisibili” dedicata ai morti “ammazzati dalla mafia e dall’indifferenza”.

“Si doveva fare in modo – ha aggiunto Boccassini – che quel pezzo di strada restasse e non rimanessero solo due sterili stele. Quella fu la prima rimozione voluta dal nostro Paese, accettata e forse voluta dalla stragrande maggioranza dei siciliani. Cancelliamo per dimenticare: questo e’ un errore enorme che facciamo rispetto a quei fatti”.

Il magistrato ha ricordato di avere visto in prima persona i corpi uccisi da Cosa Nostra in piu’ occasioni: “Tutto questo – si e’ chiesta – puo’ mai essere rappresentato da una stele e da una targa ricoperta dai rifiuti che e’ un pugno nello stomaco?”. Il 23 maggio 1992 morirono sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta.

“Non volevo accettare l’invito a venire all’inaugurazione di questa mostra – e’ uno dei passaggi dell’intervento di Boccassini – non perche’ non credessi all’enorme valenza che ha documentare le immagini ma perche’, nonostante gli anni passati, provo ancora molta emozione. Quello che e’ successo dopo ha stravolto la mia vita personale e pubblica. Ancora in me c’e’ voglia di verita’ che ancora non c’e’ stata perche’ ancora non sappiamo che cosa possa aver determinato quell’attacco frontale allo Stato da parte di Cosa Nostra dal 1992 al 1994”.

Il magistrato, titolare di tante inchieste antimafia, ha poi spiegato che rispetto ai quei fatti “ho pagato con la mia persona un prezzo altissimo e ho messo in discussione la mia vita privata: non ho rimpianti, forse provo rimorso verso i miei figli”.

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