Mafia: condannato a 6 anni in Appello il boss Cattafi

La Corte d’Appello di Reggio Calabria, presidente Filippo Leonardo, p.g. Antonio Giuttari, ha condannato per mafia e calunnia a sei anni di reclusione Rosario Pio CATTAFI, di Barcellona Pozzo di Gotto (Me). Il boss barcellonese, inoltre, e’ stato condannato alla refusione delle spese processuali – quattromila euro – in favore dell’Associazione nazionale vittime di mafia e del comune siciliano di Mazzarra’ Sant’Andrea.
Il processo era approdato dinanzi ai giudici di Reggio Calabria dopo un rinvio della Cassazione nel 2017 sul precedente giudicato celebrato a Messina.

Come richiesto dalla parte civile, rappresentata dall’avvocato Fabio Repici, il dibattimento ha riguardato alcune responsabilita’ penali di CATTAFI fino all’anno 2000, “al fine di una corretta ricostruzione dei fatti”, emerse dalle dichiarazioni del pentito di cosa nostra barcellonese Carmelo D’Amico che indicano Rosario Pio CATTAFI come appartenente alla mafia siciliana, e corroborate da una informativa della Dda di Palermo acquisita agli atti processuali relativa ad una intercettazione in carcere in cui Toto’ Riina asseriva di conoscere CATTAFI – zio Saro – descrivendolo come un trafficante d’armi.
Nella sua testimonianza, D’Amico ha anche riferito che il CATTAFI si “era interessato per trovare un urologo per curare il boss Bernardo Provenzano, sofferente di problemi prostatici”. Il chirurgo contattato dal CATTAFI, secondo il pentito, era il giovane medico Attilio Manca, deceduto in circostanze ancora non chiarite nel 2004 a causa di abuso di stupefacenti.
“E’ una vittoria del principio di uguaglianza di tutti – ha commentato l’avv. Fabio Repici a conclusione dell’udienza – davanti alla legge. Secondo qualcuno – ha dichiarato all’Agi il penalista – Rosario CATTAFI, esponente della peggiore mafia, quella di Barcellona legata ai peggiori apparati deviati, doveva ricevere un trattamento ad personam. Da questa sentenza di condanna, che afferma che anche per i mafiosi ammanicati con lo Stato – dice ancora Fabio Repici – l’impunita’ puo’ essere sconfitta, viene anche una speranza in piu’ ai famigliari di tante vittime innocenti di mafia che combattono per avere verita’ e giustizia”.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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