Mafia: corteo nel nome di Impastato e dell'”informazione libera”

Ricordato in Sicilia e in particolare nella sua Cinisi il giornalista e militante antimafia Peppino Impastato ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978. Stamane l’intervento al casolare, dove venne ucciso, di familiari e associazioni. Nel pomeriggio, dalle 16, corteo da Radio Aut Terrasini a Casa Memoria Cinisi. Tra i presenti Giovanni Giove responsabile organizzazione Cgil nazionale e Roberto Salis, padre di Ilaria. Al corteo ha annunciato la sua presenza anche la segretaria nazionale della Fnsi, Alessandra Costante, e una delegazione dell’Assostampa siciliana. “C’e’ un attacco al diritto dei cittadini ad essere informati e a chi lo difende”, ha evidenziato Costante, in questi giorni in Sicilia, tornando anche sui casi di Rai e Agi, “l’Italia arretra nelle classifiche internazionali sulla liberta’ di stampa. C’e’ un attacco al diritto dei cittadini a essere informati: pesano le leggi bavaglio, le querele temerarie e la stampa e’ sempre piu’ sotto controllo”. Al centro della mobilitazione di Casa memoria Felica e Peppino Impastato, proprio il tema dell’informazione libera, ma pure l’antimafia sociale, le guerre (in particolare la situazione palestinese), del rapporto tra mafia, narcotraffico e dipendenze, che vedra’ la presenza, insieme alle associazioni che si battono nei territori contro il crack, anche quella di una delegazione del Congresso nazionale Indigeno dal Messico, composta da rappresentanti di lotte di resistenza nella regione meridionale del Pacifico messicano come Michoacan, Guerrero, Oaxaca e Chiapas, che attualmente sopravvivono di fronte alla criminalita’ organizzata in collusione con il narcostato messicano. 

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