Mafia: cosca Barrafranca, 18 condanne per 200 anni a Enna

Provincia Enna

Si e’ concluso con 18 condanne e 2 assoluzioni, il processo di primo grado contro la cosca mafiosa ennese che avrebbe fatto capo al boss di Barrafranca (Enna) Raffaele Bevilacqua.
Il processo, celebrato al tribunale di Enna, riguardava 20 imputati, tra i quali non figuravano Raffaele Bevilacqua, il figlio Flavio Alberto e Maria Concetta e Giovanni Monachino, che hanno, invece, scelto il rito abbreviato. Il collegio penale di Enna, presidente Francesco Paolo Pitarresi, a latere Elisa D’Aveni e Maria Rosaria Santoni, hanno inflitto condanne complessive per oltre 200 anni di carcere. Assolti con formula piena Giuseppe Emilio Bevilacqua, figlio di Raffaele e Salvatore Salvaggio, mentre per il padre di quest’ultimo, accusato di associazione di stampo mafioso, indicato insieme al boss Bevilacqua come lo stratega della cosca, la condanna e’ stata a 20 anni.

Queste le altre condanne: 23 anni a Luigi Fabio La Mattina, 48 anni, accusato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di cocaina e ritenuto uno dei capi dell’organizzazione di trafficanti; 9 anni ad Abigail Bellomo; 15 anni a Luigia Bellomo, 5 anni 20 mila euro di multa a Rosetta Bellomo; 12 anni ad Adriano Giuseppe Bevilacqua, Andrea Blasco, Filippo Bonelli, Angelo Cutaia e Vincenzo Russo; 11 anni a Calogero Ferreri; 14 anni a Davide La Mattina, Valentino La Mattina e Giovanni Strazzanti; 7 anni 35 mila euro di multa a Dario La Rosa; 13 anni a Massimo Riggi e a Marco Vaccari; 13 anni 6 mesi a Giuseppina Strazzanti.
L’operazione antimafia Ultra, scattata nel luglio del 2020, era partita dai sospetti che Raffaele Bevilacqua, ergastolano in regime di 41 bis, avesse ripreso le redini della cosca, dopo avere ottenuto la scarcerazione e gli arresti domiciliari per gravi motivi di salute.
Da quel momento erano scattate le indagini e la sorveglianza, condotte dai Ros dei carabinieri, che avevano accertato come Bevilacqua continuava ad incontrare nel suo appartamento di Catania, esponenti della cosca mafiosa di Barrafranca e Pietraperzia (Enna), riprendendo la reggenza della cosca.
L’inchiesta ha poi portato allo scioglimento del Comune di Barrafranca per infiltrazioni mafiose e lo scorso luglio l’ex sindaco Fabio Accardi, decaduto dalla carica nel 2021 con lo scioglimento del Comune, e’ stato indagato per voto di scambio politico mafioso.

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