Mafia: Di Matteo, si rafforzava quando Stato cercava dialogo

“Ogni volta che lo Stato ha cercato il dialogo ha rafforzato la mafia anche se questo dialogo era finalizzato a fermare omicidi eclatanti e le bombe”.

Lo ha detto il pm del processo trattativa Stato-mafia, Nino Di Matteo, conversando con gli studenti del convitto nazionale “Giovanni Falcone” di Palermo, di cui oggi e’ divenuto convittore onorario.

Secondo Di Matteo quelle della mafia e dello Stato sono paragonabili a due rette parallele che non si incontrano mai “ma se dialoghi col nemico criminale – ha spiegato – ne rafforzi il ruolo, aumenti il suo prestigio”. Infine anche una battuta, questa volta a favore dei cronisti, sulla recente sentenza di assoluzione, in appello, per Mario Mori e Mauro Obinu, i due ufficiali dei carabinieri accusati di favoreggiamento per la mancata cattura di Bernardo Provenzano, nell’ottobre 1995: “I processi hanno fatto venire fuori dei fatti, importanti, che dovrebbero avere un interesse per tutti.

Poi si rispettano le sentenze che hanno riconosciuto questi fatti ma non hanno riconosciuto il dolo. Io rispetto le sentenze dei giudici – ha detto – e rimango convinto che ci fossero gli elementi per chiedere ed irrogare una condanna”.

Mafia: Di Matteo, c’e’ responsabilita’ penale e quella politica

“La mafia e’ ancora un fenomeno che condiziona la vita di tutti i siciliani e di tutti gli italiani. Non e’ preistoria, e’ attualita’: la mafia continua a condizionare la nostra vita quotidiana”.

Cosi’ il sostituto procuratore Nino Di Matteo, incontrando gli studenti del Convitto Nazionale “Giovanni Falcone” di Palermo, nell’aula magna dell’Istituto.

Al magistrato palermitano infatti e’ stata assegnata l’onoreficienza di “Convittore onorario”, al termine di una mattinata in cui il magistrato si e’ piacevolmente sottoposto al confronto e alle domande degli studenti, affiancato dal rettore, Marco Mantione. Il magistrato ha esortato gli studenti a rifiutare ogni compromesso, anticamera della mafia e della mentalita’ mafiosa, “perche’ chi si piega alle logiche mafiose perde la liberta’, la dignita’ e la possibilita’ di essere artefice del proprio futuro”.

Secondo il pm della trattativa Stato-mafia “la mafia non avrebbe mai osato mettere in atto omicidi eccellenti, mettere bombe, far saltare autostrade e palazzi se non avesse avuto la consapevolezza dell’indifferenza della gente che stava a guardare lo scontro tra mafia e stato. L’indifferenza e’ stata il mare in cui ha nuotato il pescecane mafioso”.

Per Di Matteo, che ha risposto a domande molto puntigliose e ha assistito al mini concerto del Mazzamuto Quintet, “il legame tra mafia e politica non si puo’ spezzare solo aspettando la sentenza definitiva del giudice. Accanto alla responsabilita’ penale dovrebbe esserci anche quella politica. Il danno di questo Paese – ha aggiunto – e’ che la responsabilita’ non e’ mai stata fatta valere”.

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