Mafia, la Dia di Caltanissetta sequestra 5 società’ riconducibili a “cosa nostra”

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Cinque societa’, del valore complessivo di un milione 200.000 euro, tutte con sede a Gela (CL), sono state sequestrate, stamane, dalla Direzione Investigativa Antimafia di Caltanissetta. Destinatarie del provvedimento sono altrettante persone indagate in concorso per intestazione fittizia di beni al fine di agevolare “Cosa nostra” di Gela. Le indagini, avviate nel 2015 sulla base di segnalazioni di operazioni bancarie sospette, avrebbero consentito di individuare intestazioni di cariche e ruoli fittizi in seno alle societa’ sequestrate, risultate ben inserite nella fornitura di manodopera altamente specializzata nel settore degli impianti petroliferi in tutta Italia e all’estero e risultate riconducibili a Valerio Longo, indicato come esponente della cosca mafiosa Rinzivillo e vero e proprio “dominus” de facto” dell’intera strategia criminale.

Per realizzare il suo disegno criminoso, Longo avrebbe utilizzato, come prestanome, la moglie Monica Rinzivillo, a sua volta, scrivono gli inquirenti, “pesantemente implicata in vicende di mafia”, nonche’ gli indagati Francesco Cardizzone, Vasile Roman e Giuseppe Guaia, tutti, sempre secondo l’accusa, in stretti rapporti d’affari con Longo.

Le cinque societa’ gelesi sequestrate, valutate complessivamente un milione 200 mila euro, sono la “G.L. Costruzioni s.r.l. semplificata”, la “M.s.g. Metal Sud Gas s.r.l.”, la “R.M. Saldatura s.r.l. semplificata”, la “M.s.g. costruzioni s.R.L.S.”, la “Tecnomed s.r.l.s. unipersonale”, gia’ sottoposta allo stesso provvedimento nel maggio 2017, nell’ambito di una misura di prevenzione patrimoniale eseguita sempre dalla Dia. Destinatari del provvedimento eseguito stamane ed emesso dal Gip di Caltanissetta su richiesta della locale Procura della Repubblica, sono Valerio Longo, 46 anni, Monica Rinzivillo di 44, Vasile Roman di 30; Giuseppe Guaia, di 56, Cristoforo Palmieri, 47 anni, e Francesco Cardizzone, 24 anni.

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