Mafia: la rivolta in aula, imprenditore indica estorsore a Palermo

Ha riconosciuto in aula il suo estortore, davanti ai giudici della terza sezione del tribunale di Palermo. Un cittadino romeno, Gabriel Guarescu, in Italia da parecchi anni, ha accusato Alfredo Geraci, imputato nel processo “Panta rei”, di avergli chiesto duemila euro a titolo di “contributo per i carcerati’, una formula usata da coloro che effettuano i taglieggiamenti per conto di Cosa nostra. Guarescu, che nel 2012 gestiva una discoteca nel centro storico di Palermo e che oggi svolge l’attivita’ di imprenditore edile, si e’ costituito parte civile nel processo, con l’assistenza delle associazioni Fai e Addiopizzo. Ai giudici ha detto che si rifiuto’ di pagare, anche se dopo una “trattativa”, come l’ha definita lui, la somma era scesa a 200 euro. Il fatto venne denunciato 3 anni dopo, ad aprile 2015, perche’ l’uomo ha raccontato al collegio presieduto da Fabrizio La Cascia, rispondendo alle domande del pm Francesca Mazzocco, di avere avuto paura.

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