Mafia, lo Stato presenta il “conto” alla Famiglia Riina: devono pagare 2 milioni di euro. Ma loro: “Non paghiamo”

Lo Stato presenta un conto da 2 milioni alla Famiglia di Toto’ Riina per le spese sostenute per il mantenimento in carcere, ma la famiglia fa sapere che non ha
intenzione di pagare e che “non e’ tenuta a farlo”. E’ stata
riscossione Sicilia a notificare la cartella ai parenti del
boss catturato il 15 gennaio 1993 e morto nel reparto detenuti
dell’ospedale di Parma il 17 novembre 2017, dopo avere
trascorso 24 anni al 41 bis. Ad attivare le procedure di
recupero sarebbe stata l’ultima casa circondariale nella quale
e’ stato recluso il capomafia di Corleone, quella di Parma,
appunto. La famiglia ritiene di non avere alcun obbligo a
pagare quel conto altissimo. Lo spiega lo storico legale del
padrino, l’avvocato Luca Cianferoni: “Riteniamo che la
richiesta sia infondata. La legge esclude espressamente che si
estenda agli eredi del condannato il rimborso delle spese di
mantenimento in carcere”. Forse quella cartella, dunque,
sarebbe solo un atto dovuto: “Stiamo facendo le nostre
verifiche, ma la le norme sono chiare in questo senso e le
faremo valere se necessario”.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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