Mafia: Manfredi Borsellino, chi doveva non ha cercato verita’

“Non dovevo essere io a dover cercare la verita’ sulla morte di mio padre. C’erano altre persone demandate a farlo, ma non lo hanno fatto o lo hanno fatto malamente. Mio padre ci ha sempre detto che qualora fosse accaduto, cio’ che purtroppo poi e’ successo, non dovevamo occuparci di nulla e proseguire la nostra vita”.

Ad affermarlo e’ stato Manfredi Borsellino, figlio di Paolo Borsellino, dirigente del commissariato di Cefalu’, deponendo a Caltanissetta al quarto processo per la strage di via d’Amelio.

Manfredi Borsellino, pur non entrando nel merito dei rapporti che intercorrevano fra suo padre e l’allora dirigente della Squadra Mobile di Palermo, Arnaldo La Barbera, ha detto che “le persone di cui non parlava erano quelle che lui disistimava.

Il peggiore giudizio che mio padre poteva formulare nei confronti di una persona che non gli garbava era quello di ignorarla. Non mi risulta abbia mai avviato rapporti professionali, in quell’anno trascorso a Palermo come procuratore aggiunto, con la Barbera e probabilmente neanche con la Squadra Mobile”.

Il figlio del giudice Borsellino ha anche spiegato di non sapere nulla sui rapporti che intercorrevano fra La Barbera e i suoi uomini ma dopo essere entrato in polizia ha appreso che alcuni dei poliziotti che facevano parte del pool che indagava sulle stragi del ’92, avevano lasciato il gruppo perche’ in disaccordo con il capo della Mobile. Il processo sulla strage di via d’Amelio riprendera’ il 20 settembre con la requisitoria dei pubblici ministeri che proseguira’ fino al 23 settembre. La parola poi, dal 17 al 20 ottobre passera’ alle parti civili e infine dal 7 al 10 novembre al collegio difensivo.

Mafia: Manfredi Borsellino, papa’ ignorava del tutto La Barbera

“Il peggiore giudizio che mio padre poteva avere riguardo una persona, si manifestava in un unico modo, ignorandola.

E Arnaldo La Barbera era totalmente ignorato da mio padre, non aveva rapporti con lui e presumo con l’intera Squadra mobile; del resto in quell’ufficio non si muoveva nulla se La Barbera non voleva.

Mio padre non ha mai fatto alcun commento su lui, anche perche’ se ne avesse fatto anche uno solo, voleva dire che minimamente lo considerava”.

Lo ha detto Manfredi Borsellino, dirigente del commissariato di Cefalu’, figlio del magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio, deponendo al ‘Borsellino quater’, a Caltanissetta.

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