Mafia: minacce a giornalista Borrometi, condannato Giambattista Ventura

Gionbattista Ventura

Giambattista Ventura, a processo per le minacce rivolte al giornalista Paolo Borrometi, è stato condannato dal Tribunale collegiale d Ragusa – 

Vincenzo Saito presidente, a latere Vincenzo Ignaccolo e Ivano Infarinato – a 1 anno e otto mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali.

Il collegio ha anche stabilito in 25.000 euro la somma che Ventura dovrà versare a Borrometi per il danno subito, oltre a 500 euro di spese processuali; 5.500 euro a ciascuna delle altre parti civili, Federazione nazionale della Stampa, Ordine nazionale dei giornalisti e Comune di Vittoria.

Il boss Ventura dovra’ anche risarcire la somma di 5.500 euro all’Ordine dei giornalisti. Il Tribunale nella sentenza ha escluso l’aggravante del metodo mafioso e ha condannato Ventura per tentata violenza privata con l’aggravante della recidiva. Nel dispositivo i giudici hanno disposto l’inefficacia degli arresti domiciliari ordinando la scarcerazione di Giambattista Ventura. La lunga udienza di oggi, presso il Tribunale di Ragusa, ha avuto il suo punto centrale nella richiesta di condanna formulata dal Pm Valentina Sincero – che chiedeva la pena di 6 anni e 6 mesi con l’aggravante del metodo mafioso e la recidiva per specifiche – e si e’ conclusa con la richiesta dei difensori Di Stefano e Catalano di assoluzione per l’imputato o, in subordine, con la richiesta di condanna per minacce semplici e l’esclusione del metodo mafioso. I legali delle parti civili hanno sottolineato la portata delle minacce rivolte a Borrometi: ‘A Modica, Vittoria o Roma, ovunque gli amici ci sono, e la testa te la scippu lo stesso’, “sono il segno della forza intimidatrice posta in essere nei confronti del giornalista”.

Mafia: minacce a Borrometi, nuova udienza contro boss di Vittoria

Nuova udienza oggi del processo che vede come imputato Giambattista Ventura, boss 58enne di Vittoria, accusato di gravi minacce al giornalista dell’Agi Paolo Borrometi. L’uomo risponde di ripetuti episodi di violenza privata, con l’aggravante del metodo mafioso e di averli posti in essere per agevolare il clan della Stidda Dominante Carbonaro del quale, secondo gli inquirenti, Ventura sarebbe il reggente. Il collegio giudicante e’ composto da Vincenzo Saito presidente, a latere Vincenzo Ignaccolo e Ivano Infarinato. La pubblica accusa e’ sostenuta dal pm Valentina Sincero della Direzione distrettuale antimafia di Catania. In aula per la difesa di Giambattista Ventura il suo legale, l’avvocato Giuseppe Di Stefano. Tra le parti civili sono rappresentati lo stesso Borrometi, la Federazione nazionale della stampa italiana e l’Ordine dei giornalisti di Sicilia, presente oggi col suo presidente Riccardo Arena. Borrometi ha portato alla luce gli affari mafiosi del territorio e per questa ragione e’ stato oggetto di minacce di morte a seguito delle quali vive sotto scorta. Nella precedente udienza, i pentiti di mafia Giuseppe Pavone, Giuseppe Doilo e Rosario Avila hanno confermato lo spessore criminale di Giambattista Ventura, definito “u’ziu, quello che comanda a Vittoria”. “Ti scippo la testa anche dentro la questura”, ha detto tra le altre cose Ventura rivolgendosi a Borrometi. (AGI)

Mafia: Fondazione Caponnetto, bene condanna per minacce Borrometi

(AGI) – Roma, 3 apr. – La Fondazione Antonino Caponnetto, si legge in una nota, “plaude oggi al fatto che chi ha minacciato il giornalista Paolo Borrometi sia stato condannato.
I giornalisti non si minacciano e noi siamo con loro. Detto questo occorre tenere alta la guardia su quanto avviene a Vittoria, dove c’e’ la mafia”.

Mafia: Fnsi,su caso Borrometi avuto ragione sindacato giornalisti

“Siamo molto soddisfatti. Il giudice di Ragusa ha riconosciuto, insieme con la responsabilita’ penale dell’imputato, anche e soprattutto il diritto della Federazione nazionale della stampa italiana al risarcimento del danno, cosi’ riconoscendo la piena legittimazione della Fnsi a sostenere in proprio i diritti dei giornalisti colpiti da comportamenti di rilevanza penale”. Cosi’ gli avvocati Francesco Paolo Sisto e Roberto Eustachio Sisto, che hanno assistito la Fnsi nella costituzione di parte civile, commentanoa la condanna a un anno e otto mesi di reclusione di Giambattista Ventura, accusato di aver minacciato di morte il giornalista Paolo Borrometi. “Si tratta di una sentenza storica che, in nome del diritto vivente, riteniamo possa consentire oggi alla Fnsi di proseguire piu’ convintamente nel perseguimento dei suoi scopi istituzionali, anche nei processi”, agiungono i legali.

“La sentenza di condanna da’ ragione alla Federazione della Stampa, che per la prima volta ha voluto costituirsi parte civile – affermano il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti -. Chi minaccia un giornalista, in questo caso Paolo Borrometi, minaccia il diritto di cronaca e indebolisce il diritto dei cittadini ad essere informati. Per questo va perseguito in tutte le sedi, non lasciando soli i colleghi minacciati. Il risarcimento liquidato dal giudice sara’ destinato al fondo di solidarieta’ della Fnsi per il sostegno dei colleghi piu’ deboli. Un ringraziamento particolare agli avvocati Francesco Paolo e Roberto Eustachio Sisto, che hanno assistito gratuitamente la Fnsi nella costituzione di parte civile”.

Mafia: Arena (Ordine giornalisti), restiamo a fianco di Borrometi

(AGI) – Ragusa, 4 apr. – L’Ordine dei giornalisti di Sicilia aveva rivolto una richiesta simbolica al Tribunale di Ragusa che oggi ha condannato il boss Giambattista Ventura per le minacce al cronista dell’Agi Paolo Borrometi: il risarcimento di un euro a fronte di un comportamento dell’imputato definito “grave e importante”. “Abbiamo scelto di stare anche noi accanto a Paolo Borrometi per difendere il diritto di cronaca in terra di mafia – ha commentato Riccardo Arena presidente dell’Odg Sicilia – per questo abbiamo chiesto simbolicamente solo un euro. Il ristoro economico il Tribunale lo ha riconosciuto all’Ordine nazionale dei giornalisti che ci rappresenta tutti. Continueremo a stare accanto a Paolo”, conclude Arena. L’Ordine professionale siciliano si era costituito parte civile attraverso i legali Nino Caleca e Marcello Montalbano.

Mafia: minacce Borrometi, Odg “soddisfazione per condanna Ventura”

(AGI) – Roma, 5 apr. – L’Ordine nazionale dei Giornalisti esprime “grande soddisfazione per la condanna di Giambattista Ventura, a processo per le minacce rivolte al giornalista Paolo Borrometi. Ventura e’ stato condannato dal Tribunale collegiale d Ragusa – Vincenzo Saito presidente, a latere Vincenzo Ignaccolo e Ivano Infarinato – a 1 anno e otto mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali”.
Il collegio – continua l’Ordine dei Giornalisti – ha anche stabilito in 25.000 euro la somma che Ventura dovra’ versare a Borrometi per il danno subito, oltre a 500 euro di spese processuali; 5.500 euro a ciascuna delle altre parti civili, tra cui c’e’ anche Ordine dei giornalisti.Quello delle minacce ai colleghi e’ ormai divenuto un fenomeno preoccupante. Nei primi 90 giorni del 2017 l’Osservatorio Ossigeno per l’informazione ha documentato minacce a 57 giornalisti. Inoltre ha reso note le minacce ad altri 36 per episodi degli anni precedenti conosciuti dall’Osservatorio soltanto adesso.

Mafia: Unci, sentenza Ragusa indica strada maestra per cronisti

(AGI) – Palermo, 5 apr. – “La sentenza di Ragusa che ha condannato il boss che minacciava di morte il giornalista Paolo Borrometi, ci indica la strada maestra sul tema delle intimidazioni. Chi minaccia un giornalista va perseguito a norma di legge. L’Unione cronisti sara’ sempre al fianco dei giornalisti minacciati e vittime di intimidazioni”.

Lo ha sottolineato il vicepresidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales. “La decisione del giudice ibleo rafforza la fiducia nella magistratura – ha detto il presidente del Gruppo siciliano dell’Unci Andrea Tuttoilmondo – e rappresenta un segnale straordinariamente positivo per tutti quei cronisti che come Borrometi hanno subito intimidazioni per il loro impegno professionale”. L’Unione nazionale cronisti italiani sin da quando Paolo Borrometi ha ricevuto le prime minacce e’ stata al fianco del cronista ragusano sia a livello regionale che nazionale.

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