Mafia nella gestione dei rifiuti a Vittoria: Ghost Trash, processo alle battute finali

Il pm della procura distrettuale antimafia ha rimodulato le richieste di condanna per intervenuta prescrizione di alcuni reati. Si tratta dell’operazione “Ghost trash” condotta dal Gico della Guardia di finanza di Catania su delega della direzione distrettuale antimafia. Nel 2017, secondo la tesi dell’accusa, l’operazione porto’ a sgominare a Vittoria, nel Ragusano, una associazione mafiosa finalizzata alla acquisizione di posizioni dominanti nel settore della realizzazione di imballaggi, intestazione fittizia di imprese e traffico illecito di rifiuti che sarebbe stata riferibile al clan stiddaro dei Carbonaro Dominante. Nella rimodulazione, il pm ha depositato la richiesta a 17 anni e 6 mesi per Giombattista Puccio; 11 anni e 6 mesi per Luigi Puccio, 13 anni per Giovanni Puccio; 11 e 6 mesi per Salvatore Asta; 10 anni per Giuseppe Buscema; 5 anni per Benedetto Puccia; 5 anni per Giovanni Marceca; 5 anni per Salvatore Monachelli; 5 anni per Salvatore Pisani; 6 anni per Giuseppe Marceca; 5 anni per Carmelo Vona; 4 anni per Giuseppina Puccio e altrettanti per Zaira Scribano. Per Salvatore Cicirello, Luigi Alabiso, Carmelo Pluchinotta e Giuseppe Di Martino non doversi procedere per estinzione del reato per maturata prescrizione. 

L’avvocato Francesco Vinciguerra per Salvatore Cicirello ha chiesto l’assoluzione perche’ fatto non sussiste e in subordine l’estinzione del reato per intervenuta prescrizione. L’avvocato Carlo Pietrarossi per Salvatore Monachelli ha sostenuto non vi sia prova dell’attivita’ dell’imputato nella gestione o cogestione di fatto di societa’ che avrebbe gestito o stoccato rifiuti in modo illegittimo; secondo la difesa non avrebbe svolto alcuna funzione attiva sulla decisioni assunte. Il legale ha citato un unica intercettazione in cui emergerebbe il suo ruolo “passivo” e inconsapevole. Pietrarossi ha chiesto quindi l’assoluzione per i reati contestati per non averli commessi e in subordine, il minimo della pena. L’avvocato Giorgio Assenza ha definito Salvatore Pisani, titolare di un sito adibito a discarica, come vittima degli affittuari della sua attivita’ che aveva in origine e anche successivamente, tutte le autorizzazioni per potere operare legittimamente. Ha chiesto quindi l’assoluzione perche’ il fatto non sussiste o in subordine l’applicazione di una pena che rientri in sospensione condizionale, per estraneita’ a quelle dinamiche. Per Giuseppe Di Martino, il legale ha chiesto assoluzione per non avere commesso il fatto e in subordine il non doversi procedere per avvenuta prescrizione. L’ultimo a intervenire e’ stato l’avvocato Italo Alia per Carmelo Vona. Il legale ha sostenuto che Vona fosse solo un dipendente di una delle societa’ che conferivano i rifiuti e che non avesse consapevolezza delle condotte illecite tanto che si preoccupava della compilazione dei formulari per il trasporto del materiale. L’udienza e’ stata rinviata al 21 settembre. Probabile il 5 ottobre repliche formali e sentenza. 

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