Mafia: Palermo, un secolo e mezzo di carcere al clan Caporrimo

Il gup del tribunale di Palermo Giuliano Castiglia ha condannato per mafia 15 presunti appartenenti al mandamento mafioso di San Lorenzo e Tommaso Natale: le pene ammontano nel complesso a un secolo e mezzo di carcere. Due le assoluzioni.
Il personaggio al centro dell’inchiesta, denominata “Bivio” e coordinata dalla Dda e dai pm Dario Scaletta e Felice De Benedettis, era Giulio Caporrimo, considerato il nuovo capo del mandamento: a lui sono stati inflitti 16 anni, ma non e’ la condanna piu’ alta, toccata invece ad Antonino Vitamia, che ha avuto 18 anni e 4 mesi; a seguire 18 anni a Francesco Palumeri, 17 e 4 mesi a Giuseppe Cusimano. 

Condanne elevate perche’ gli imputati rispondevano anche di estorsioni, reato contestato a quasi tutti i coinvolti nel processo, in cui erano parte civile sei imprenditori, alcuni assistiti da Addiopizzo. La storica associazione era costituita assieme ad altre organizzazioni antiracket, che hanno ottenuto il diritto al risarcimento del danno.
Nel procedimento erano ipotizzati pure reati legati agli stupefacenti, ma solo ad alcuni imputati. Le altre condanne: 14 anni e otto mesi a Francesco Adelfio; 12 e 4 mesi a Francesco L’Abbate; 9 e quattro mesi Sebastiano Giordano; 10 e otto mesi a Michele Zito; 12 anni a Fabio Gloria e Vincenzo Taormina; 6 anni a Fabio Ventimiglia; otto e 8 mesi a Giuseppe Rizzuto; 10 anni a Vincenzo Billeci. Assolti invece il figlio di Caporrimo, Francesco, e Pietro Ciaramitaro.
Il blitz “Bivio” venne condotto dai carabinieri, che a gennaio 2021 eseguirono 20 fermi ordinati dalla Direzione antimafia, allora coordinata da Francesco Lo Voi e Salvatore De Luca, mentre oggi a condurre le inchieste e’ il procuratore aggiunto Paolo Guido. Estorsioni e danneggiamenti mafiosi erano stati imposti al centro dell’area della citta’ in mano ai boss Lo Piccolo, padre e figli, e dopo i loro arresti passata sotto il controllo di gente come Caporrimo. 

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