Stato-mafia, il pentito Siino: “gia’ nell’87 c’era un piano di morte per Falcone e Borsellino”

“Gia’ nel 1987 cosa nostra progettava, oltre all’omicidio di Giovanni Falcone, anche quello di Paolo Borsellino. Me lo disse Balduccio Di Maggio”. Lo ha detto oggi deponento al processo per la trattativa Stato-mafia il collaboratore di giustizia Angelo Siino, nel corso del controesame condotto dall’avvocato Basilio Milio, difensore dell’ex generale dei carabinieri Mario Mori. Siino, in video conferenza da un sito riservato, e’ collegato con l’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo, dinanzi alla Corte d’assise presieduta da Alfredo Montalto. In aula per l’accusa il procuratore aggiunto Vittorio Teresi e il sostituto Roberto Tartaglia. “In quell’anno, il 1987, accompagnai Balduccio Di Maggio col motoscafo -ha proseguito Siino- nei pressi di Marina Longa. Chiesi la ragione, sapendo che nei pressi villeggiava il dottore Borsellino. E lui mi disse che c’era questa ipotesi. Dissi che era una follia ma Di Maggio -ha sostenuto Siino- rispose che si doveva fare. In seguito a queste notizie apprese da Balduccio Di Maggio io in quel periodo scappai in Tunisia”, ha aggiunto il pentito. 

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