Mafia, Prefetto Ragusa: “2 interdittive e boom richieste certificati”

La prefettura di Ragusa ha emesso nei primi mesi del 2019 due interdittive antimafia al termine di un iter istruttorio rigoroso che ha vagliato con estrema attenzione gli aspetti connessi alla concreta possibilita’ – il termine tecnico indicato e’ “del piu’ probabile che non” – che vi possano essere condizionamenti esterni o interni nelle imprese colpite dal provvedimento.
Oltre alle due interdittive antimafia emanate dalla Prefettura di Ragusa quest’anno, cinque sono state emesse nel 2018 e sei nel 2017. Il numero di richieste di acquisizione della certificazione antimafia alla Prefettura e’ esorbitante: per il 2018 sono state inoltrate oltre un migliaio di richieste di informativa (piu’ di meta’ gia’ solo nei primi tre mesi del 2019) e quasi tremila, lo scorso anno, sono state le richieste di ‘comunicazione’ antimafia.
“I provvedimenti, che seguono un iter scrupoloso – spiega il Prefetto di Ragusa, Filippina Cocuzza – non vengono mai adottati senza una attentissima ed articolata valutazione; abbiamo ben presenti le conseguenze che un provvedimento del genere puo’ portare dal punto di vista economico e lavorativo e per questo si agisce con massimo scrupolo ed estrema attenzione.
L’interdittiva antimafia rientra nelle attivita’ di prevenzione, supporto alla legalita’ e alle Istituzioni ed ha l’obiettivo di prevenire le infiltrazioni mafiose nelle attivita’ economiche non solo nei rapporti dei privati con le pubbliche amministrazioni ma anche nelle attivita’ soggette ad autorizzazione o concessione, salvaguardando l’ordine pubblico economico, la libera concorrenza tra le imprese e il buon andamento della pubblica amministrazione. E’ proprio la funzione preventiva, che consente di non fare esclusivo riferimento ai procedimenti giudiziari in corso o definiti”.     Il prefetto sottolinea che “le certificazioni assumono un ruolo particolarmente delicato proprio nei territori dove insistono i Comuni sciolti per mafia; nel Ragusano il Comune di Vittoria e’ nel terzo trimestre di gestione commissariale e per cinque anni l’ente pubblico per affidare qualunque attivita’, appalto o concessione deve richiedere l’informativa antimafia, a prescindere dagli importi anche minori per i quali ordinariamente bastava la cosiddetta comunicazione”.

E cosi’ alla Prefettura arrivano centinaia di richieste di ‘informativa’ che hanno una istruttoria ben piu’ complessa e articolata rispetto alle ‘comunicazioni’, da effettuare sempre con l’insostituibile contributo degli elementi informativi forniti dalle Forze dell’Ordine. “Teniamo presente – chiarisce il prefetto – che regole e termini non possono comunque arrecare pregiudizio all’economia, tanto che il Codice antimafia prevede la possibilita’ che l’ente pubblico richiedente, trascorsi trenta giorni dalla richiesta della certificazione antimafia senza che sia stata rilasciata la cosiddetta liberatoria, possa affidare appalti e rilasciare concessioni sotto condizione risolutiva. E’ chiaro che, in caso di sopravvenienza di accertamento di tentativi di infiltrazione mafiosa, l’Ente dovra’ procedere alla revoca del provvedimento”.
L’istruttoria della pratica si muove poi su diversi e complessi piani. “Oggi – afferma il prefetto – possiamo contare anche sul supporto della banca dati nazionale, sulla presenza della cosiddetta White list, una sorta di elenco di imprese gia’ controllate e abilitate e di un censimento dei provvedimenti interdittivi gia’ assunti che forniscono un contributo in termini di celerita’ e sicurezza.”
Quando si arriva alla emissione della interdittiva? “Va ricordato che proprio a salvaguardia della economia legale e con l’intento di evitare inquinamenti della criminalita’ nel sistema delle imprese, oggi sempre piu’ subdoli nelle tecniche utilizzate – dice il prefetto – l’interdittiva deve essere basata comunque su un quadro indiziario che tenga conto di fatti gravi, precisi e concordanti sul rischio che una impresa possa subire dei condizionamenti mafiosi di qualunque genere, e che siano sintomatici e rilevatori di interferenze della criminalita’ organizzata”.
A supporto delle attivita’ della Prefettura – che ha anche potere di attivare interventi ispettivi di accesso nei cantieri per effettuare precise verifiche – opera anche un Gruppo Interforze che svolge attivita’ di supporto coordinato dalla Prefettura e composto dai rappresentanti di Questura, Carabinieri, Guardia di finanza, Direzione investigativa antimafia e che puo’ essere allargato alla partecipazione di altre professionalita’ quali Camera di commercio, Ispettorato del lavoro per giungere ad una conclusione che non lasci spazio a dubbi. “Sono stati adottati due provvedimenti di interdizione nel corso di quest’anno – conclude il Prefetto di Ragusa – operando con estremo scrupolo significando che anche attraverso il nostro lavoro si tutelano la gran parte delle imprese sane che operano onestamente sul territorio nel solco della legalita’”.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico “Tommaso Campailla” di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo.
“Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: “Passaggio a Sud Est”. Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l’Agenzia Giornalistica “AGI” ed altre testate giornalistiche”.

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