Mafia, quindici condanne in appello per boss e favoreggiatori di Cosa nostra trapanese

Quindici condanne e due assoluzioni in Appello del troncone del processo in abbreviato alla mafia trapanese colpita nel marzo 2019 con 25 arresti da parte dei carabinieri coordinati dai magistrati della Dda di Palermo. Un blitz che coinvolse anche l’ex deputato regionale Paolo Ruggirello che ha scelto il rito ordinario ed è imputato davanti al tribunale di Trapani. La Procura generale, rappresentata dal sostituto procuratore generale Carlo Marzella, a conclusione della requisitoria ha chiesto condanne per oltre 110 anni di carcere.

La prima sezione penale della corte d’Appello di Palermo presieduta da Adriana Piras ha modificato sette delle 17 posizioni della sentenza di primo grado emessa il 20 novembre 2020 dal gup di Palermo Filippo Serio: ha condannato a 12 anni di reclusione Carmelo Salerno (assolto in primo grado), aumentato le pene per Michele Martines da 5 anni e 4 mesi a 13 anni e 4 mesi, per Francesco Orlando da 5 anni e 4 mesi a 12 anni e 8 mesi, per Francesco Virga da 8 anni a 16 anni e 8 mesi, per Pietro Virga da 8 anni a 19 anni e 4 mesi.

Diminuite invece le condanne per Francesco Russo che passa dai 4 anni del primo grado ad un anno e sei mesi e per Jacob Stelica che sempre da 4 anni si riduce ad un anno. Per quest’ultimi due la pena è sospesa. Confermato infine il verdetto di primo grado per Vincenzo Ferrara (3 anni e 4 mesi), Francesco Peralta (8 anni e 4 mesi), Giuseppe Piccione (8 anni), Pietro Cusenza (8 anni e 4 mesi), Mario Letizia (8 anni e 4 mesi), Leonardo Russo (3 anni), Michele Alcamo (3 anni) e Antonino D’Aguanno (3 anni e 4 mesi), Francesco Todaro (assolto) e Tommasa Di Genova (assolta).

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