Mafia, raid nella casa romana del giornalista Borrometi. Piero Grasso: “va garantita la sua sicurezza”

“Come ho avuto modo di dire ieri a Castelbuono, ho chiamato Paolo Borrometi alcuni giorni fa, non appena da amici comuni ho saputo dell’inquietante furto che ha subito nella sua casa a Roma, ennesimo e grave atto che arriva dopo una lunga serie di intimidazioni. Sottrarre a un giornalista il suo archivio digitale e le carte delle sue inchieste non e’ solo un avvertimento da tenere in grande considerazione, ma anche il tentativo di impedire che quanto scoperto possa essere conosciuto. A Paolo va tutta la nostra solidarieta’: la sua sicurezza va garantita e valutata con la massima attenzione. Conoscendolo sono certo che non riusciranno a fermare la sua voglia di verita’ e il suo lavoro”. Lo afferma il presidente del Senato Pietro Grasso.

(FONTE ANSA)

Arriva da piu’ parti il coro di solidarieta’ al giornalista di Agi Paolo Borrometi dopo l’ennesimo atto di intimidazione nei suoi confronti da parte dei clan mafiosi. Nei giorni scorsi, il cronista ha subito nella sua casa di Roma il furto di un hard disk di un computer e di alcune carte relative alle inchieste sulla mafia svolte in questi anni. La notizia e’ stata riferita dal presidente del Senato Pietro Grasso ed e’ stata commentata in una nota, dal presidente della Fnsi Beppe Giulietti e da Raffaele Lorusso, segretario. “Dopo le minacce, il pestaggio (Borrometi vive con una menomazione alla spalla), i messaggi minatori, da ultimo l’irruzione nella sua casa di Roma, da dove i ladri non hanno sottratto nulla, tranne supporti informatici e cartacei sulle inchieste relative ai clan mafiosi della Sicilia orientale che Paolo stava realizzando”, sostengono.

“Le parole del presidente Grasso non sono solo di solidarieta’ verso Paolo Borrometi, ma anche un invito a tutelare con ancora maggiore determinazione lui e chi contrasta le mafie. Non vi e’ dubbio che corrotti e mafiosi abbiano nel mirino quei cronisti che non hanno rinunciato ad illuminare malaffare e illegalita’” prosegue la nota. “Siamo con Paolo Borrometi – commentano il presidente della Fnsi Beppe Giulietti e il segretario della Fnsi Raffaele Lorusso -. Le minacce contro Paolo sono minacce contro ognuno di noi. Chiediamo che le Istituzioni proteggano al meglio lui e chi, minacciato, si impegna ogni giorno facendo solo il proprio dovere di denuncia. Ci appelliamo, infine, a tutti i media affinche’ non lascino soli giornalisti come Paolo, amministratori, imprenditori e tutti coloro i quali sono particolarmente esposti, riprendendo le loro denunce, amplificandole, facendo sentire l’impegno attivo e solidale di tutta la professione”.

Anche il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta interviene per stigmatizzare l’accaduto e osserva, in merito al furto, che e’ “ancora piu’ inquietante” che sia accaduto a Roma. “Paolo – ricorda – e’ dovuto andare via dalla Sicilia per le sue inchieste giornalistiche sulla mafia – aggiunge – e si ritrova a vivere gli stessi problemi, in passato Paolo e’ stato anche aggredito, con gli attacchi di una mafia che non si vuole rassegnare, che non accetta che sui giornali si possa scrivere la verita’”.

“La mia – aggiunge il presidente delal Regione Sicilia – non e’ solo solidarieta’. Sono stato tra i primi in Sicilia a manifestargli la mia vicinanza quando tutti lo ignoravano e ignoravano i pericoli che correva questo giovane che ha fatto del giornalismo una scelta di impegno, quando ancora non aveva la scorta”. “Esprimo oggi la mia preoccupazione – conclude – che gli possa accadere qualcosa di grave. Sono con Paolo e con quanti ogni giorno fanno il proprio dovere. Voglio dire a Paolo che siamo con lui e che la solidarieta’ dei siciliani onesti non gli manchera’ mai”.

Per Vittorio Di Trapani segretario Usigrai, “il nuovo atto intimidatorio nei confronti del giornalista Paolo Borrometi, costretto a vivere sotto scorta per le minacce che da anni riceve dai clan mafiosi siciliani, e’ di assoluta gravita’ e richiede una risposta unita e compatta”. Per questo motivo, “agli autori e ai mandanti di questo anomalo e inquietante furto in casa, diciamo che Borrometi e tutti i cronisti minacciati non sono e non saranno mai soli. A ciascuno di loro sara’ sempre assicurata la scorta mediatica contro mafie e corruzione”.

“Totale solidarieta’” viene espressa inoltre da Salvatore Calleri, Presidente della Fondazione Caponnetto: “Siamo di fronte ad un aumento continuo delle minacce, mai rese pubbliche, nei confronti di un giornalista che combatte ogni giorno davvero contro le forme criminali mafiose e non solo.

Paolo non ti lasceremo solo e combatteremo al tuo fianco contro la mafia, la criminalita’ organizzata ed i cosiddetti deviati e sappi che la Fondazione Caponnetto e’ con te. Oggi – conclude – la lotta alla mafia ha bisogno piu’ che mai che la societa’ delle persone perbene batta un colpo”.

Anche dal mondo politico arrivano attestati di solidarieta’ a Borrometi: rivolgendosi al giornalista, l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao fa sapere che “noi lavoriamo a livello istituzionale e cerchiamo di toccare le giuste corde dei cittadini per muovere le loro coscienze, affinche’ vengano isolati i criminali, non la gente perbene come te. La cosa che sento di dirti e’ di non mollare, non lasciarti intimidire perche’ non sei solo”.

E sempre sul fronte pentastellato, il Movimento 5 Stelle Sicilia, tutti i suoi portavoce, il candidato presidente della Regione Giancarlo Cancelleri, esprimono solidarieta’ massima ed incondizionata al giornalista siciliano Paolo Borrometi per l’ennesimo vile atto ai danni della sua persona e della sua professionalita’.

“L’instancabile e coraggiosa ricerca della verita’ sostanziale che mette Paolo nello svolgere il suo mestiere – dice Giancarlo Cancelleri – fa onore alla sua categoria ed alla sua Sicilia. So che in un momento come questo, qualsiasi parola possa essere superflua, ma noi vogliamo esprimerti la nostra vicinanza e tutto il nostro affetto. Un abbraccio Paolo, non sei solo!” Infine, l’Ordine dei giornalisti di Sicilia si dichiara “vicino a Paolo Borrometi, ancora una volta sottoposto a una intimidazione per la sua attivita’ giornalistica. Il Consiglio, che era stato ed e’ parte civile nei processi che vedono Paolo come persona offesa dalle intimidazioni tentate contro di lui da mafiosi vittoriesi, invita il collega a non abbassare la guardia e a ricordarsi della vicinanza di tutti i professionisti e i pubblicisti siciliani che fanno il lavoro di giornalisti e delle istituzioni professionali che li rappresentano”.

Giornalisti: Cgil, preoccupati per Borrometi, solidarieta’

“Oltre alla solidarieta’ a Paolo Borrometi da parte di tutto il Coordinamento Nazionale
Legalita’ della CGIL, vogliamo sottolineare tutta la nostra preoccupazione per l’ennesimo fatto inquietante nei confronti di quanti svolgono con coraggio e determinazione il loro lavoro per garantire la informazione libera e trasparente”. Lo afferma il sindacalista della Cgil Luciano Silvestri, responsabile del settore Legalita’.

“Paolo e’ un giornalista impegnato con noi nella lotta alla mafia e per la legalita’. La CGIL non fara’ mancare tutto il suo sostegno attivo. Chiediamo agli organi di informazione di mantenere accesi i riflettori contro la criminalita’ organizzata e di aiutare i cronisti piccoli e grandi nazionali e di periferia che si impegnano quotidianamente nel lavoro importante di denuncia e di inchiesta”, conclude Silvestri. (ANSA)

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Nato a Ragusa il 09/07/1985 ma è cresciuto e vive attualmente a Vittoria, dove ha frequentato il liceo classico “Cannizzaro”. In seguito si è iscritto alla facoltà di Filosofia presso l’Università degli Studi di Catania, conseguendo la laurea specialistica nel 2010. Dal 2012 è iscritto all’albo dei pubblicisti dell’Ordine regionale dei giornalisti di Sicilia. Appassionato di sport, in particolar modo di calcio, ha avuto in passato esperienze nel mondo del volontariato, dell’associazionismo e della cooperazione internazionale.

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