Mafia: strage Capaci, chieste condanne per gli uomini del tritolo, Cosimo D’Amato e Giuseppe Barranca

Nove anni e 4 mesi per Cosimo D’Amato, 30 anni per Giuseppe Barranca. Sono le richieste della Procura generale di Caltanissetta nel processo con rito abbreviato che si celebra in appello per la strage di Capaci.

Il procuratore Sergio Lari, ha dunque chiesto uno sconto di pena per il collaboratore D’Amato, condannato in primo grado a 30 anni per avere aiutato i componenti di Cosa Nostra a recuperare l’esplosivo utilizzato per la strage di Capaci. Il Pg, ha sottolineato il contributo fornito da D’Amato, che con le sue dichiarazioni ha permesso di ricostruire le fasi del reperimento dell’esplosivo poi utilizzato per l’attentato in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta.

Chiesto l’ergastolo invece, per Barranca, accusato di aver reperito e preparato, insieme ad altri complici, l’esplosivo poi utilizzato per l’eccidio. La richiesta della conferma della condanna, e’ stata avanzata dal sostituto procuratore generale, Fabio D’Anna. L’accusa ha sottolineato, durante la requisitoria, come la responsabilita’ di Barranca emerga dalle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia e in particolare da Gaspare Spatuzza.

Per l’attentato al giudice Falcone, sarebbe stata utilizzata una miscela di esplosivo composta da tritolo, T4 e nitrato d’ammonio. La posizione di Cristofaro ‘Fifetto’ Cannella sara’ trattata venerdi’ dal sostituto procuratore generale Antonino Patti. Poi la sentenza.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Aggiungi una immagine