Mafia, Tano Grasso (FAI): “denunce pizzo buon segno ma fenomeno assai diffuso”

“L’operazione di oggi a Bagheria dimostra un fatto che purtroppo nel nostro Paese non è ancora abbastanza chiaro: il pizzo è un fenomeno assai, assai diffuso. L’inchiesta odierna mette in luce come la mafia in queste attività estortive non arretra mai”.

Lo ha affermato all’AGI ed alla Spia.it, il presidente della Fai (Federazione delle associazioni antiracket ed antiusura italiane), Tano Grasso, in relazione all’operazione dei Carabinieri di Palermo che ha portato a sgominare una vera e propria rete del pizzo, grazie alla denuncia di 36 imprenditori.

“L’estorsione è così diffusa nel mezzogiorno da limitare l’attività imprenditoriale, il problema sono ancora oggi le sottovalutazioni, le minimizzazioni. Invece – chiarisce Tano Grasso – questo fenomeno è drammaticamente diffuso. L’operazione di oggi conferma, inoltre, la straordinaria forza di quel modello inventato venticinque anni fa a Capo d’Orlando, il modello dell’associazionismo.

Oggi è molto più facile perché c’è lo strumento dell’Associazione Antiracket che sottrae dalla solitudine l’imprenditore. Quello di oggi, inoltre, è un segnale di rottura che dimostra come adesso gli operatori economici ci mettano la faccia e ciò significa che tolgono potere alla mafia, perché tolgono loro il potere nel territorio. Se ciò fosse accaduto grazie alle dichiarazioni dei pentiti, non sarebbe stato così.

Oggi Bagheria dà un segnale molto forte, cos come prima era accaduto a Gela, ad Ercolano ed a Capo d’Orlando”. Sulla operazione odierna, il presidente della Fai, ano Grasso, ringrazia in particolare “la straordinaria sensibilità dell’Arma dei carabinieri di Palermo e della Procura. A ciò si aggiunge la sensibilità che gli inquirenti mostrano nel rapporto con gli imprenditori”.

Eppure per Tano Grasso c’è ancora molto da fare, soprattutto nella Sicilia orientale, proprio quella in cui nacque l’antiracket 25 anni fa.

“Se oggi dovessi dire quale sia la realtà di maggiore preoccupazione, non esiterei a dire la Sicilia orientale e, in particolare, Catania. La situazione per alcuni aspetti – chiarisce Grasso – è capovolta rispetto a venticinque anni fa. All’epoca siamo partiti da questa parte di Sicilia, ma oggi a Palermo c’è la straordinaria esperienza di ‘Addio pizzo’, mentre a Catania no.

Bisogna puntare su realtà come Catania dove i rapporti fra imprenditoria e cosa nostra hanno sempre rappresentato una zona grigia, così come altre realtà molto preoccupanti come Vittoria, nel ragusano, dove c’è una nuova sezione dell’Antiracket ed una realtà che va attenzionata particolarmente. Anche qui – conclude Grasso – si deve evitare la minimizzazione e la sottovalutazione”. (AGI)

Condividi
Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Aggiungi una immagine