Mala tempora (social) currunt (di Salvatore Calleri)

I social sono croce e delizia.

Permettono utili interazioni sociali… Sempre meno a dire il vero.

Permettono dei linciaggi sul nulla e persino bufale a non finire.

Ora chi scrive è un appassionato blogger. Chi scrive è spesso un denunciatore di corrotti, mafiosi, speculatori ecc. ecc…. Ma oggi in troppi sui social e sul web scrivono ed attaccano sul nulla.

Mi sono capitati numerosi casi di persone che combattono contro il malaffare in modo vero, e basta una voce social subito per provare a delegittimarli, insinuare senza prove e così aiutare il malaffare. La mafia è molto brava in questo, perfino a minacciare via social per poi non beccarsi ulteriori aggravanti.

Ogni giorno mi arrivano segnalazioni di tal tipo con battute tipo “hai visto quello…” oppure “hai letto l’hanno interrogata, mamma mia” oppure “le minacce se l’è fatte da solo e pure l’attentato” in relazioni a situazioni denunciate sui social solo per cammuffare altre situazioni. Spesso poi gli stessi fustigatori finiscono fustigati con lo stesso metodo.

Allora ritengo che vada detto che le bufale e la malafede che vi si nasconde dietro creano un danno alle persone per bene che è altissimo.

Se Tizio parla male di Caio il danno sul web rimane in eterno e chi legge spesso se trova una cosa sul web ci crede senza azionare alcun neurone.

Cosa fare quindi.

Riscoprire innanzitutto il garantismo come regola basilare affinchè un post spesso falso non sia una condanna web e aggiornare la normativa a chi di social ferisce…

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