Maltrattamenti aggravati in famiglia: assolto trentenne di Ragusa

Era stato sottoposto al divieto di avvicinamento alla moglie ed ai luoghi da essa frequentati. Era imputato per maltrattamenti, aggravati dal fatto di averli commessi dinanzi la figlia. Il giudice monocratico presso il Tribunale di Ragusa, Elio Manenti, ha assolto un trentenne ragusano, ai sensi dell’art.530 comma 2 (manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste). Nel corso del dibattimento è stato sentito l’imputato che si è sempre professato estraneo agli episodi di violenza che gli sono stati contestati – oltre che la presunta vittima che si è costituita parte civile -; la difesa dell’uomo rappresentata dall’avvocato Biagio Giudice, ha portato al cospetto del giudice diversi testi a discolpa. Il pubblico ministero rappresentato in aula dal pm Sonia Vizzini – titolare Monica Monego – , ha chiesto la condanna a tre anni di reclusione, richiesta a cui si è associato il legale della donna, l’avvocata Maria Platania. Al termine della camera di consiglio il giudice ha assolto l’uomo disponendo la contestuale cessazione dei provvedimenti di divieto di avvicinamento emessi. 

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