Maltrattamenti in famiglia: quinto caso in pochi mesi

Non solo la maltrattava facendo abuso di violenze fisiche e minacce ma la costringeva anche a prostituirsi. E’ quanto accertato dai carabinieri di Vittoria al termine della denuncia giunta proprio dalla vittima: una giovane donna rumena di 23 anni che, per diversi anni, ha condiviso l’appartamento con il proprio aggressore. Esattamente fino allo scorso agosto quando, dopo l’ennesima violenza, ha trovato il coraggio per raccontare tutto ai militari. Le forze dell’ordine subito intervenute, a seguito degli accertamenti tra cui l’acquisizione di referti medici comprovanti le aggressioni, sono riuscite a mettere a riparo la giovane ragazza trasferendola in un Centro Antiviolenza sulle donne.
Solamente ieri pomeriggio, dopo l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ragusa, i militari hanno rintracciato l’aggressore è stato sottoposto agli arresti domiciliari nell’abitazione di un proprio connazionale, dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea davanti la quale dovrà rispondere dei reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personale ed induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Si tratta del quinto arresto per maltrattamenti contro familiari o conviventi effettuato dopo l’approvazione del Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri l’8 agosto. Infatti, sempre i carabinieri, lo scorso 31 agosto, avevano tratto in arresto un vittoriese poiché responsabile di aver aggredito, all’interno di un bar di Scoglitti da lui gestito, la propria convivente, cingendola con forza per il collo.
Il 12 settembre successivo i Carabinieri di Scoglitti avevano poi tratto in arresto un vittoriese, per aver colpito con schiaffi e pugni la moglie con la quale è in fase di separazione, scagliandole anche addosso uno sgabello e minacciandola di morte, il tutto in presenza dei loro tre figli minorenni.
Ed ancora il 17 settembre quando sempre a Vittoria un uomo è stato arrestato per violenza sessuale nei confronti dell’ex moglie. Si era infatti presentato più volte nell’arco della serata nei pressi dell’abitazione della ex moglie nel tentativo di farvi ingresso contro la sua volontà.
In ultimo lo scorso 20 settembre quando i Carabinieri di Acate hanno arrestato un acatese bloccato mentre rincorreva la moglie ed i due figli e lanciandogli svariate pietre, ingiuriandoli ripetutamente e minacciandoli di morte. Inoltre, veniva accertato che lo stesso, poco prima, aveva tentato di aggredire la moglie mediante l’utilizzo di una spranga da carpentiere, avvenimento evitato grazie all’immediato intervento del figlio. Nel corso della perquisizione personale l’arrestato era stato trovato in possesso di un coltellino a serramanico, mentre, nel corso di quella domiciliare, erano stati rinvenuti nr. 4 coltelli di varie dimensioni, un frustino del tipo da fantino ed un nunchaku (arma da kung-fu composta da due manganelli con anima in acciaio tenuti saldati da una catena metallica), il tutto sottoposto a sequestro probatorio.

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