Manipolazione mentale, un’arma silenziosa e potentissima

Goethe affermava che nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo.

Questa è la condizione principale in cui si trova chi viene manipolato psicologicamente, ciò chi pensa e agisce, senza che se ne renda conto, in virtù non delle proprie spinte e desideri ma di quelli della persona che lo manipola.

La manipolazione può avvenire sia all’interno di piccoli sistemi, come quello di coppia, familiare o lavorativo che in grandi sistemi, come ad esempio la società. Brevemente li analizzeremo entrambi.

All’interno dei piccoli sistemi la manipolazione mentale avviene attraverso delle precise fasi: LA CONQUISTA, che deve essere rapidissima; questa spesso si concretizza nelle coppie con richieste di matrimoni lampo e sul lavoro con celeri promozioni e aumenti. Ovviamente in questa fase il manipolatore si mostra “perfetto” per poter manovrare meglio. Ha fretta di sedurre, conquistare e legare a sé, perché sa di non poter fingere a lungo.

Segue IL VOLTAFACCIA: il manipolatore in maniera subdola inizia a mostrarsi per quello che è attraverso piccole osservazioni maligne o atteggiamenti di disapprovazione che, anche se passano inosservati, fanno comunque star male chi li riceve, minandone l’autostima.

Arriva L’ISOLAMENTO: lo scopo del manipolatore è evitare che la persona manipolata si confronti con gli altri, per poter continuare a gestire il rapporto senza interferenze. Il modo che si usa per allontanare è seminare zizzania, lamentandosi di come tutti siano “sbagliati”, inventando anche episodi o dialoghi che lo confermino. La mossa finale è LA COLPEVOLIZZAZIONE: quando il manipolatore è arrivato ad aver messo in atto con successo tutto ciò, completa la sua opera con il colpevolizzare, in nome del legame familiare, amicale, amoroso o professionale.

Chi viene manipolato si ritrova quindi a fare cose che non vuole, a prendere scelte che realmente non condivide e che, inoltre, non soddisferanno mai il beneficiario. Tutto quello che si fa non sarà mai abbastanza per il manipolatore. La manipolazione nei casi più gravi può arrivare a trasformarsi in vero e proprio abuso psicologico (“lavaggio del cervello”), e la ricerca dimostra che può avvenire solo all’interno di relazioni molto intime, come quella fra genitori e figli o partner.

Proprio per ciò l’aiuto e la capacità di far “aprire gli occhi” per permettere alla persona manipolata di riappropriarsi della propria vita e autostima, può arrivare solo dall’esterno.

La manipolazione avviene anche su grandi sistemi, come la società, e le tecniche utilizzate sono tantissime, soprattutto quella della comunicazione: oggi la maggior parte della comunicazione non informa oggettivamente, ma cerca di influenzare le scelte e i gusti dei consumatori, degli elettori, ecc..

I manipolatori per veicolare le loro informazioni mantengono viva l’attenzione della gente agendo direttamente sull’emotività, scambiando la comunicazione con “l’intrattenimento”. Ed ecco che all’informazione oggettiva si sostituiscono programmi televisivi che catturano l’emotività (storie di delitti, incidenti, episodi criminali, scandali politici) per lunghi periodi, togliendo spazio alle cose realmente importanti per tutto il sistema.

Lo scopo è quello di produrre compliance, cioè conformazione da parte delle persone in maniera volontaria, cioè tramite manipolazione, piuttosto che forzatamente (con dittature o colpi di stato).

Dai piccoli ai grandi sistemi, quanto siamo realmente liberi di scegliere? O quanto manipolatori?

 

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ammatuna.d@alice.it

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Nata a Ragusa e vissuta a pochi passi dal mare… cresco a Pozzallo. Dopo la maturità classica mi trasferisco nella bella Palermo, iscrivendomi al corso di laurea di psicologia, la grande Passione. Palermo è certamente una città per me del cuore, dalla quale ho preso il suo meglio, cercando anche di donarle il mio di meglio: la spensieratezza, la gioventù, la curiosità intellettuale, la vitalità. Oggi sono specializzanda in psicoterapia familiare e sistemica del CTR di Catania e radicata nell’ibleo, dove svolgo la libera professione con un’unica certezza per me e per chi confida nel mio sostegno: “Non è mai troppo tardi per essere felici”.

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