Le manutenzioni a Marina di Modica? Provvedono i cittadini!

Cambiano le amministrazioni, cambiano i partiti, e le promesse fatte in campagna elettorale volano, puntualmente, al vento.

La frazione di Marina di Modica né è esempio lampante. Pur se inserita sempre tra gli obbiettivi primari di chiunque si candidi alla sindacatura del Comune di Modica, Marina di Modica rimane sempre in coda alle priorità del paese.

Difatti ci si ricorda di Marina solo qualche giorno prima dell’inizio della stagione balneare, quando ormai e’ tardi per poter fare qualunque programmazione, che apporti ricchezza alla frazione ed ai commercianti che investono migliaia di euro ogni anno. Salvatore Rando e Giorgio Iabichella, attivisti dei movimenti cittadini, rispettivamente del “Comitato Via Loreto” e di “Cittadini Liberi” tirano le orecchie all’attuale Amministrazione Comunale e chiedono di avviare immediatamente una concertazione con i residenti, i commercianti e gli imprenditori di Marina di Modica.

“E’ inconcepibile e inaccettabile che la manutenzione e il ripristino della spiaggia, danneggiata dalle mareggiate invernali, sia a carico dei privati. A che sono servite le “processioni”, prima dei candidati e poi degli assessori, verso la località rivierasca, se poi le promesse non vengono attuate in tempo? I privati, che iniziano a fornire i servizi  ai turisti sin dal mese di marzo, sono costretti ad affrontare spese assurde come quelle di ripristinare l’arenile, pur di accogliere puntualmente gli ospiti stranieri e italiani.”

“Non faccia gli errori della passata amministrazione, – suggeriscono Rando e Iabichella al Sindaco Abbate – bensì ascolti le esigenze dei cittadini tentando di mediare con quelle dei commercianti. Serve concertazione e confronto. L’estate 2014 sarà molto importante per la comunità modicana, non sprechiamola.”

Piuttosto, – concludono Rando e Iabichella con una provocazione – se si ritiene di non avere le capacità, economiche e organizzative, per “mantenersi” delle bellissime località balneari come Marina di Modica e Maganuco, si cedano alla vicina città di Pozzallo o a Scicli, magari questi riusciranno a valorizzarle.”

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