Martina e don Raffaele, anche loro in questa tragedia

692 morti, oggi. 4578 morti, solo nell’ultima settimana. Martina, 20enne, don Raffaele, 40enne, sono purtroppo fra loro.

Ed allora è fondamentale fermarsi e riflettere.

Che differenza c’è fra questa ‘seconda ondata’ e quella di marzo?

A marzo avevamo centinai di morti al giorno e ci dispiacevamo, oltre per la perdita della vita, per il fatto che i malati morissero da soli.

Li commemoravamo, pubblicavamo sui giornali le loro foto.

Adesso abbiamo lo stesso numero di morti, la gente (purtroppo) continua a morire da sola nelle corsie degli ospedali, senza nessuno accanto, ma non ci frega più nulla.

Ed il dibattito è: “apriamo o no a Natale?”. Oppure ancora: “ci faranno fare il cenone”?

Ma scusate, che ce ne fotte del cenone, con centinaia e centinaia e centinaia di morti al giorno? 

Il coronavirus, prima o poi, sparirà ma è l’umanità quella che dobbiamo ritrovare il prima possibile.

Ed il ricordo di ognuno di loro, perché non sono numeri, sono persone. Come Martina e Raffaele.

Riposate in pace.

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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