Mezzanotte al Mezzogiorno…

“Nun po’ fari chiù scuru ri Menzannotti” recita un vecchio proverbio siciliano. E al punto in cui siamo probabilmente nel nostro Mezzogiorno più oscurità che a Mezzanotte non ne possiamo avere. Gli ultimi dati dell’Istat, relativi al 2019, sono la drammatica conferma di un problema demografico tutto meridionale. In Italia l’anno scorso è stato registrato il livello più basso di «ricambio naturale» degli ultimi 102 anni e la popolazione è scesa di 106mila unità (peggio di così solo nel 1918 l’anno in cui cessò la prima guerra mondiale che in Italia tra militari e civili fece circa 1.250.000 vittime per intenderci). Ma il nostro Paese è spaccato a metà: il calo della popolazione si concentra quasi tutto al Sud (-6,3 per mille), lo è in misura molto inferiore nel Centro (-2,2 per mille) mentre prosegue il processo di crescita della popolazione nel Nord (+1,4 per mille). Lo sviluppo demografico più importante si è registrato nelle Province autonome di Bolzano e Trento, in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto: aree geografiche dove si vive meglio, crescono i residenti, si fanno più figli, si va per cercare lavoro e miglior fortuna. Di contro in Calabria, Basilicata, Puglia Sicilia e Campania il saldo migratorio è sempre negativo, oscilla tra il -6% e il – 3%. In Sicilia è – 4%! 

Andiamo al dunque. Da più di dieci anni dal Sud si emigra incessantemente, da più di 10 anni il Sud invecchia, da troppo tempo un’ampia fascia di giovani siciliani, calabresi, campani ha perso la speranza, non ha gli strumenti per metter su famiglia e fare figli, non vive bene. Le ricette in “politichese” si sono rivelate inefficaci, i governi hanno cambiato tutti i colori e possiamo ben dire che ciascun partito e movimento dell’arco costituzionale abbia le sue responsabilità; ma in questa sede elencare colpe, errori, inutile propaganda e mancate promesse non interessa e non è utile. Ragioniamo invece sul principio che se fuggono cervelli e braccia e se ventenni, trentenni e quarantenni non hanno la forza, il desiderio e l’ottimismo per fare figli e vivere dignitosamente in quasi mezza Italia questo, da oggi, deve essere il primo problema. Il primo. Poi il cuneo fiscale, poi la lotta alla criminalità, poi il taglio agi sprechi, poi le politiche industriali, la promozione del turismo, la valorizzazione dei beni culturali, la capacità di spesa dei fondi europei, le infrastrutture. Perché tutto ciò che abbiamo elencato serve sì alle generazioni di giovani e di uomini e donne nella maturità “procreativa” (consentiteci il termine) ma serve se loro ci stanno al Sud! Senza di loro e con un costante crollo demografico non ha senso tagliare le tasse sul lavoro, incentivare gli imprenditori, snellire la burocrazia e attaccare così anche la corruzione che vi si annida, costruire le strade, arrestare i ladri e annichilire i mafiosi. Un’enorme porzione del territorio italiano è sempre più spopolata; una terra arida e sterile piena di pensionati e con sempre meno bambini, adolescenti e famiglie ha ben poco da farsene della politica, delle istituzioni, della sua classe dirigente. Prendetela come una provocazione, uno sfogo, una boutade se non vi garba considerarlo un “manifesto programmatico” o giù di lì … ma lasciateci scrivere, proporre e desiderare che oggi, in concreto e prima di ogni altra cosa, debba passare il principio che i soldi pubblici vadano (in parte chiaramente) ai “giovani meridionali”. A breve anche il più strutturato e ricco Nord non sarà in grado di assorbire il costante flusso migratorio che viene da quello che fu il “Regno delle due Sicilie”, non ci vogliono tre lauree per capirlo. E’ dunque interesse nazionale ridistribuire le opportunità, le occasioni, la gioia di vivere e di metter su famiglia su tutti i 301.000 chilometri quadrati di superficie italiana. Sul come farlo ci aggiorniamo … del resto questa può essere, come detto, una semplice provocazione con l’auspicio che apra una discussione di certo complessa e aperta a tutti. E poi c’è tanta gente che ha studiato, occupa posizioni di prestigio, potere e con ottime remunerazioni per risolvere i problemi o almeno per suggerire le giuste soluzioni … 

Vi aspettiamo numerosi, vi aspettano soprattutto milioni di cittadini e cittadine meridionali di 15, 20, 30 e 40 anni che ancora non sono andati via dalle loro città … vi aspettano quei nuclei familiari soffocati dal mutuo, quelle mamme sfiancate perché devono lavorare 16 ore al giorno tra il negozio, i pannolini da cambiare e l’appartamento da tenere in ordine, i camionisti che guidano sulle strade peggiori d’Europa per portare un tozzo di pane a casa, i giovani papà a cui i conti non tornano mai e devono comprare le scarpe da ginnastica nuove ai figlioli, gli innamorati che non vedono l’ombra di un lavoro nemmeno part time, non vedono l’ombra di un centesimo e passando davanti a una vetrina dove sono esposti passeggini e culle si girano dall’altra parte, imbarazzati entrambi. Tutti costoro aspettano con ansia che alziate la chiappe dalle comode sedie e dalle comodissime poltrone, guardiate all’orizzonte e troviate la stella polare che illumini la Mezzanotte del Mezzogiorno. Se non trovate la stella almeno accendete una lampadina, grazie! 

di Emiliano Di Rosa

Condividi
43 anni, giornalista da 20 e professionista da 12, una lunga esperienza di cronista parlamentare alle spalle, tanto a Roma quanto a Palermo, assieme alla passione per tutte le vicende politiche che riguardano, in particolare, gli enti locali siciliani.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Aggiungi una immagine