Minacce di morte al Presidente Crocetta: la solidarietà della Fondazione Caponnetto e di Avviso Pubblico

“La Fondazione Caponnetto si pone al fianco del Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta che ha ricevuto le ennesime minacce di Morte. Presidente Crocetta chi combatte realmente la mafia è con te”.

E’ quanto si legge in un comunicato di solidarietà e vicinanza della Fondazione Caponnetto.

LA NOTA DI AVVISO PUBBLICO

In relazione alle nuove minacce giunte stamani al presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, la presidenza nazionale di Avviso Pubblico, enti locali e regioni contro le mafie, tramite il Vicepresidente, avv. Piero Gurrieri, ha espresso solidarietà al Governatore.

“Quanto sta accadendo in Sicilia, ha detto Gurrieri, è estremamente preoccupante, e queste ulteriori minacce nei confronti del presidente, dopo quelle, recentissime, dirette anche al coordinatore di Federparchi Sicilia, Giuseppe Antoci, indicano chiaramente che siamo di fronte a movimenti di accelerazione nel tentativo, da parte dei poteri criminali e delle mafie, di condizionare, con i soliti sistemi, azione e scelte del Governo regionale, e sui quali auspichiamo possa farsi rapidamente luce, tanto più che quanto sta accadendo presenta caratteristiche di serialità tali da far pensare che potremmo essere di fronte a nuovi posizionamenti e strategie.

Oltre ad esprimere, ancora una volta, la vicinanza dell’associazione e di tutte le Amministrazioni che ne fanno parte, al presidente Crocetta, riteniamo che la situazione sia ormai divenuta di gravità tale da imporci l’elaborazione immediata, in termini ulteriori e inediti rispetto al passato, di sedi ed azioni sinergiche di analisi dei fenomeni di infiltrazione dei poteri criminali nell’economia legale, e in particolare all’interno di quegli spazi che sono nella disponibilità delle pubbliche amministrazioni, dagli appalti alle concessioni, dai piani urbanistici ai grandi mercati, ma anche e soprattutto di un ammodernamento normativo che consenta di costruire argini seri alla pervasività delle mafie”.

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