Modica, “le carenze della politica in città…”

Riceviamo e pubblichiamo una lettera in Redazione dell’Avvocato Francesco Stornello

Caro Direttore,

l’articolo di Antonio Ruta del 24 agosto scorso (Modica, la necessità di avere una visione…) è una ottima occasione per contribuire ad una proficua discussione sul ruolo e sulle carenze della politica, a Modica ma non solo.

Antonio Ruta, nel contestare all’Amministrazione Abbate di limitarsi ad azioni estemporanee e comunque di “ordinaria manutenzione” slegata da una programmazione ad ampio raggio, invoca la necessità di una visione complessiva dell’azione di governo, a tal fine indicando alcuni esempi di sogni (il termine è dell’Autore) da realizzare a Modica.

Premesso che il ruolo che attualmente ricopro di Liquidatore della Modica Multiservizi, società del Comune di Modica, rende inopportuno alcun mio commento sulle contestazioni di natura politica rivolte dall’autore alla Giunta Abbate, è merito di Antonio Ruta avere posto una questione troppo spesso anche a Modica assolutamente negletta.

Da cittadino, però, ritengo fondamentale dovere e responsabilità della buona Politica (e la maiuscola non è casuale) che il migliore perseguimento del bene comune stia nell’immaginare il futuro possibile della Comunità nel medio e nel lungo termine sulla base delle migliori potenzialità (cultura, turismo, economia, servizi, posizione geografica) del territorio e delle proprie idee e valori e presentare tale autentica “visione” al consenso dei cittadini, in concorrenza con i progetti delle altre forze politiche in lizza; ove preferita dal corpo elettorale, la realizzazione di quel progetto diventerà l’obiettivo (la missione) dell’azione di governo, ispirandone la strategia complessiva ed ogni conseguente e correlata singola azione politica ed amministrativa, che così ritroverà nel perseguimento di quella “visione” del bene comune la propria principale ragion d’essere.

L’alternativa è la piccola manutenzione dell’esistente, improntata alla improvvisazione, stimolata solo dalle contingenze eccezionali e temporanee, alla lunga, inutilmente defatigante per le risorse amministrative e finanziarie della Città e soprattutto priva di alcuna proiezione nel futuro e tanto meno di alcuna progettualità di ampio respiro, che sappia guardare alle prossime generazioni e non alle prossime elezioni.

Rimetto alla personale valutazione del lettore se ed in che misura le azioni politiche ed amministrative svolte in questi anni a Modica da tutti gli schieramenti succedutisi al governo della Città siano state e siano ispirate da alcuna visione di lungo periodo della Comunità o se invece la classe dirigente non abbia di fatto da ormai lungo tempo abdicato alle proprie responsabilità di proposta, di guida e di scelta, magari delegandole a tecnici privi di alcuna legittimazione, per limitarsi ad azioni estemporanee e sostanzialmente improvvisate, prive di alcun senso ulteriore rispetto alla immediata risoluzione di problemi contingenti ma dall’amaro retrogusto demagogico; e d’altronde troppo spesso la stessa opinione pubblica è rimasta del tutto indifferente a questioni di tal fatta, ispirando invece le proprie valutazioni e le proprie decisioni elettorali a mere ragioni di convenienza personale nel brevissimo periodo o, tutt’al più, di simpatia, sacrificando, di fatto, al proprio egoismo ed alle proprie emozioni ogni responsabilità nei confronti delle prossime generazioni e della Città.

Ma se tali sono le premesse, anche i “sogni” che indica Antonio Ruta (nuove modalità di uso del Corso Umberto, mobilità individuale e collettiva, viabilità, grandi opere, porto turistico, biblioteca comunale, pinacoteca, ecc.), seppure ciascuno in sé certamente interessante ed importante, appaiono avulsi da una effettiva visione complessiva di ciò che Modica può e vuole essere nel futuro, con il rischio che, non essendo funzionali alla realizzazione concreta di un progetto ben preciso, tali interventi risultino anch’essi illogici ed estemporanei. In altre parole, anche la pedonalizzazione del Corso Umberto o la realizzazione di un porto turistico a Marina di Modica hanno senso solo se sono espressione e parte integrante di una strategia di azione funzionale alla realizzazione di un progetto complessivo di lungo periodo, di una autentica e peculiare idea di Modica nel futuro, che, negli esempi in esame, a monte da un lato preveda una volta per tutte cosa si vuole fare del nostro straordinario centro storico e dall’altro stabilisca quale turismo si intende attirare, come e soprattutto perché; altrimenti saranno cose magari buone, ma prive di alcun senso e, quindi, alla lunga inutili.

Ed allora, ecco, credo che proprio questa debba essere la sfida, difficilissima senza dubbio, alla quale è chiamata oggi la Politica nella nostra Città, così come ad ogni livello della Comunità: superare, anche psicologicamente, il piccolo cabotaggio della ordinaria manutenzione per finalmente progettare, immaginare e, perché no, sognare con coraggio, entusiasmo e fantasia la Modica di domani, sfruttando in maniera innovativa ed ambiziosa gli eccezionali assets del nostro territorio, e, con il consenso dei cittadini e con personale audacia, agire per realizzare davvero questo sogno.

La rassegnazione non è un’opzione: così come ai nostri padri, che con immane fatica dalle macerie del terremoto seppero fare risorgere splendida la capitale della Contea, lo dobbiamo anche ai nostri figli, nei confronti dei quali abbiamo la responsabilità di consegnare un mondo migliore di come l’abbiamo trovato.

Con molta cordialità,

 

Francesco Stornello

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