Modica, un Consiglio Comunale “crocifisso e martoriato”

Quando, durante la campagna elettorale, qualcuno (non ricordo nemmeno chi) propose a Giovanni Giurdanella di allearsi con tutte le forze rimaste escluse per il secondo turno, compreso l’allora PDL, lo fece con un’idea ben precisa: impedire a Ignazio Abbate, in caso di sua vittoria, di ottenere il premio di maggioranza.

Il candidato Sindaco del centrosinistra, ovviamente, non tenne minimamente in considerazione un’alleanza in stile “larghe intese” che avrebbe significato per lui un grave danno sul piano della correttezza e coerenza politica.

Personalmente credo che Giovanni fece la scelta giusta, salvaguardando una serietà di pensiero ed una inflessibilità di azione che, nella politica dei nostri giorni, sono merci assai rare, anche se posso negare che in quel caso il fine avrebbe giustificato i mezzi. Se avessimo fatto quella “strana alleanza”, infatti, Ignazio Abbate si ritroverebbe oggi senza una maggioranza bulgara in Consiglio Comunale, una maggioranza totale che gli consente di trattare questo istituto politico-amministrativo come una sua personale dependance di giunta.

L’ultimo fatto, in ordine di tempo, riguarda la polemica sul termine di accesso agli atti amministrativi delle partecipate di cui, a dire di ben 10 consiglieri di opposizione e dello stesso Presidente del Consiglio, il Sindaco ha preteso l’estensione da 3 a 30 giorni.

Cioè?

In buona sostanza, secondo i 10 consiglieri firmatari di un durissimo documento di protesta, se uno di loro, nell’esercizio delle sue funzioni (di fatto il consigliere è un pubblico ufficiale: la giurisprudenza ce lo insegna) chiede l’acceso agli atti delle partecipate (SPM, per esempio) gli uffici competenti possono rispondere entro i 30 giorni successivi e non più entro 3 giorni come previsto fino ad oggi. Ora, spiegano i consiglieri di opposizione, se leggendo un atto ricevuto ad esempio dopo 20 giorni dalla presentazione della richiesta, il consigliere si rende conto di avere la necessità di accedere ad altri atti o di estrarre copia di allegati, dovrà fare una nuova richiesta che sarà esitata entro i successivi 30 giorni. A questo punto, quindi, il potere e i tempi di controllo, di verifica e di interrogazione del consigliere comunale vengono dilatati in modo tale da paralizzare, di fatto, la sua stessa azione.

Il Presidente Mattarella, nel suo discorso in Parlamento, ha ricordato la centralità della trasparenza nell’azione amministrativa. Oggi i consiglieri di opposizione modicani denunciano un vero e proprio attentato a questo basilare principio e baluardo della dialettica democratica.

Ma a questo punto sorge spontanea una domanda: Abbate nasconde qualcosa?

Sinceramente io non lo credo.

La sua sicumera è tale e tanta da non avere problemi nel compiere atti potenzialmente oggetto di censura di legittimità e di farlo alla luce del sole. Pensiamo alle tante, ormai centinaia  di interrogazioni presentate da Ivana Castello, alle quali né il sindaco né gli assessori di competenza hanno mai risposto. Pensiamo al caso della TASI (peraltro oggetto di petizione da parte di oltre 1500 cittadini modicani rimasta senza riscontro) o a quello della TARI, giusto per fare qualche esempio di immediata attualità. Anche il non rispondere può diventare un atto di illegittimità.

Quello che manca, piuttosto, per quanto sta accadendo, è il senso delle istituzioni da parte del Sindaco, della sua giunta e in primo luogo dei consiglieri di maggioranza. Questi ultimi, in particolare, hanno crocifisso e martoriato (per citare una celebre poesia di Jim Morrison) il Consiglio Comunale di Modica  rinunciando a svolgere il ruolo che viene loro attribuito dalle norme di legge e di regolamento.

E’ questo, credo, il fatto più evidente, comprovato dalla scelta di Andrea Caruso di lasciare la maggioranza. Con quel gesto Caruso ha voluto rivendicare il suo diritto di agire in piena autonomia, dovendo rendere conto solo ai cittadini, al popolo di cui egli, in quanto componente della civica assise, è uno dei massimi rappresentanti.

Questa pericolosa mancanza del senso delle istituzioni e dei loro ruoli, per la prima volta manifestatasi a Modica con l’insediamento della giunta Abbate, mi sembra l’aspetto più deprimente e più preoccupante.

Non avremmo mai immaginato, pur conoscendo l’eccentricità dell’allora candidato Abbate, che gli spazi naturali della democrazia dentro il Comune di Modica potessero essere messi in discussione da un Sindaco, tanto da spingere un Presidente del Consiglio (l’altra figura istituzionale più importante in città) alla pubblica protesta in difesa dei ruoli e delle prerogative dell’assemblea da lui presieduta.

Sinceramente, spero che la situazione ritorni alla normalità e che il buon vecchio Ignazio, folgorato sulla via di Modica, comprenda che, forse, ha tirato un po’ troppo la corda…

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Nato a Ragusa il Primo febbraio del 1983 ma orgogliosamente Modicano! Studia al Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica prima, per poi laurearsi in Giurisprudenza. Tre grandi passioni: Affetti, Scrittura e Giornalismo. "Il 29 marzo del 2009, con una emozione che mai dimenticherò, pubblico il mio primo romanzo: “Ti amo 1 in più dell’infinito…”. A fine 2012, il 22 dicembre, ho pubblicato il mio secondo libro: "Passaggio a Sud Est". Mentre il 27 gennaio ho l’immenso piacere di presentare all’Auditorium “Pietro Floridia” di Modica, il mio terzo lavoro: “Blu Maya”. Oggi collaboro con: l'Agenzia Giornalistica "AGI" ed altre testate giornalistiche".

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