Modica: la Cgil evoca lo spettro del dissesto, il Pd tace ed il Sindaco…va a Milano a fare il cioccolato!

Lo spettro del dissesto economico al Comune di Modica è stato uno degli argomenti più ricorrenti durante il partecipato incontro, organizzato dalla CGIL di Modica, tenutosi due giorni fa presso l’Hotel Principe di Aragona.

E’ stato ricordato il lungo percorso intrapreso dall’amministrazione Buscema per scongiurare il fallimento del Comune e segnalata l’attuale controtendenza di  Abbate in materia di contenimento della spesa. Il Consigliere Vito D’Antona ha sottolineato che, a differenza di quanto si vorrebbe lasciare intendere, gli organi di controllo hanno reiteratamene stigmatizzato la politica di gestione finanziaria dell’Ente ed hanno richiesto maggiore oculatezza e parsimonia al fine di evitare rallentamenti nella procedura di approvazione del piano di riequilibrio o, peggio, il suo rigetto.

Dal dibattito, molto partecipato e sentito, è emerso che l’Ente si trova oggi gravato da una forte esposizione debitoria di circa 21 milioni di €. dovuta al massiccio uso delle anticipazioni di cassa, con un enorme aggravio economico derivante dall’applicazione dei relativi interessi passivi.  E’ stato sottolineato che le politiche di entrata adottate dall’attuale amministrazione, a cominciare dalla tassazione locale, sono state assunte in modo approssimativo, non sempre coerente con la realtà ed hanno costituito un’impennata della pressione fiscale comunale, tale da iscrivere Modica tra le città con la più elevata tassazione a livello comprensoriale. Il massiccio ricorso ai residui attivi costituisce un motivo di grande incertezza sigli equilibri finanziari dell’Ente, mentre  si attende ancora la presentazione, per la deliberazione in Consiglio Comunale, del documento di bilancio, nonostante siano già scaduti i termini di proroga concessi per la sua adozione.

Solo per inciso, mentre la città si interrogava sul suo futuro, il Sindaco, con tanto di grembiulino, si occupava di intrattenere i visitatori del cluster del cioccolato all’Expo di Milano (come pare faccia spesso), dando prova di essere, oltre che manutentore, scerbatore, esperto di finanze, esperto di depurazione, esperto di macchine usate, esperto di illuminazione artistica, esperto di trasferte e missioni, anche maestro cioccolattiere.

Il segretario Generale della CGIL Giovanni Avola ha spiegato che il sindacato ha deciso di assumersi l’impegno di condurre una vertenza a tutela della città e dei cittadini, concordando un imminente appuntamento con il Prefetto e con l’Assessorato Regionale agli Enti Locali e non escludendo nessuna iniziativa volta a scongiurare il tracollo economico del Comune della Contea.

Unica nota stonata, dal punto di vista politico: il silenzio del PD, nella persona del suo segretario cittadino, il quale non è intervenuto nel dibattito ed anzi è rimasto assolutamente impassibile, quasi estraneo rispetto alle tante problematiche segnalate durante i vari interventi. Quest’ultima circostanza appare strana e spinge a porre qualche domanda. Perché il segretario del più importante partito cittadino non ha ritenuto di spendere nemmeno due parole di circostanza? Con questo silenzio il PD sembra quasi rinunciare al suo ruolo di primo partito di opposizione, lasciando al sindacato il gravoso compito di vigilare a tutela degli interessi economici della città: per quale ragione? Ci sono motivazioni politiche che i cittadini e gli elettori del partito dovrebbero sapere? C’è, forse, un fondamento alle voci di corridoio che sempre più insistentemente parlano di un imminente ingresso di Abbate nel partito di Renzi (di cui, pare, siano già stati concordati tempi e modi) e di un conseguente ingresso di alcuni esponenti PD nella giunta comunale, a cominciare dallo stesso segretario cittadino?

Io non so quanto credito occorre dare ad una vox populi, ma certamente leggo in alcuni comportamenti di certa parte della dirigenza PD, a cominciare da alcuni consiglieri, una sensibile insofferenza per la recente perdita del governo cittadino, l’imbarazzo evidente nel vestire i panni dell’opposizione e una non troppo latente voglia di tornare al più presto a far parte della “Corte del Principe”, chiunque esso sia.

Tornando al tema, dalla riunione sono emerse più ombre che luci tanto che i partecipanti siamo tornati a casa con l’idea che se anche il piano di riequilibrio venisse approvato, sarebbe comunque molto difficile, alla luce di quanto fatto negli ultimi due anni, tenere fede agli impegni assunti. E d’altra parte, anche i più rosei dei concordati possono trasformarsi, in corso di esecuzione, in veri e propri fallimenti.

In merito a tale ultima circostanza, se devo dire la mia, trascurando per un momento le diverse appartenenze politiche, mi auguro che il Sindaco metta da parte, almeno una volta, la sua ormai nota supponenza, si avveda del rischio che la città sta correndo e decida di “voltare pagina” nella gestione finanziaria dell’ente, dialogando con la città, con tutto il consiglio, con il sindacato, con le associazioni, con le forze politiche e rappresentative, per non disperdere i frutti dei tanti sacrifici fatti dalla città.

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